Berlusconi: "Trattato Italia-Libia esempio di diplomazia"

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Secondo il premier "tutti dovrebbero rallegrarsi della amicizia tra i due Paesi" e "chi non lo capisce appartiene al passato". Il leader libico ringrazia gli italiani e chiede 5 miliardi di euro l'anno all'Europa per combattere l'immigrazione clandestina

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"Il trattato di amicizia tra Italia e Libia è un modello di diplomazia nell’epoca della globalizzazione e tutti dovrebbero rallegrarsi della nuova amicizia tra Italia e Libia sancita dal Trattato di Bengasi: è stata chiusa una ferita ed è iniziata una vita nuova". Così il premier Silvio Berlusconi nel suo discorso introduttivo alle celebrazioni nella caserma "Salvo D'Acquisto", in occasione della visita di Gheddafi. "Chi non lo capisce  - ha aggiunto il premier in riferimento alle critiche che hanno segnato la due giorni del leader libico in Italia - appartiene al passato. Grazie ai libici per la volontà di superare il passato".

"E' una serata storica per l'Italia e la Libia - ha detto Gheddafi - grazie al coraggio di Berlusconi e agli italiani per aver riconosciuto gli errori del passato". "Italia e Libia - ha continuato - siano un ponte di amicizia, amore e pace per collegare l'Africa all'Europa", un ponte che non deve essere attraversato da "invasori" colonialisti come in passato.

Gheddafi ha anche affrontato il tema della lotta all'immigrazione clandestina. Per fermarla ha detto il colonnello "la Libia, sostenuta dall'Italia, chiede all'Europa almeno 5 miliardi di euro all'anno": è nell'interesse dell'Europa stessa, che altrimenti "un domani, davanti a
milioni di immigrati che avanzano, potrebbe diventare Africa" ha spiegato.




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