Giustizia, braccio di ferro sul processo breve

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Botta e risposta tra il ministro della Giustizia Alfano e l'Associazione magistrati che sostiene: si perde tempo con un ddl che non affronta le emergenze. Casini dice no all'attuale testo del provvedimento: al Paese non serve un'amnistia

E' scontro sul processo breve. L'Associazione Nazionale dei Magistrati sfida Angelino Alfano: non è  una priorità nell'ambito del sistema giustizia, sostiene. immediata la replica di Alfano che dichiara: l'Anm sa solo dire no. "Evidentemente gli stanno bene le lungaggini della giustizia italiana e vogliono che nulla cambi".
Quel provvedimento, aveva detto Luca Palamara, Presidente dell'Anm, rispondendo all'annuncio fatto dal ministro "di soldi pronti per il comparto giustizia" anche al fine di rendere attuabile il provvedimento, serve solo a perdere tempo.
Alfano respinge al mittente le accuse: l'l'Anm non formula nessuna proposta per uscire dalla crisi. Sa solo bloccare le riforme.

Insomma, il dibattito è più acceso che mai. Anche tra i banchi della politica.
"Come faremmo a spiegare che non si tratta di un'amnistia mascherata?" si chiede il capogruppo alla Camera di Futuro e Libertà, Italo Bocchino, intervistato da Repubblica.

Categorico, invece, il laeder dell'Udc Casini. "Non voteremo il testo" aveva già dichiarato al Corriere della Sera. Posizione che ribadisce anche a SkyTG24: "Non si possono mandare al macero centinaia di processi per eliminarne uno solo. Questa sarebbe un'amnistia".
Dura, la replica di Di Pietro: "Noi sosteniamo che il processo si riduca in tempi più brevi come atto conseguente e finale di una serie di riforme atte a far fare il processo in tempi brevi, non a non farlo fare più".

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