Monsignor Marchetto: "Rom vittime di un nuovo olocausto"

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"La Chiesa non è né di destra né di sinistra - dice il segretario del Pontificio Consiglio per i migranti - ma difende i diritti umani e la dignità delle persone"

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La Chiesa "non è né di destra né di sinistra" e se interviene in tematiche come quelle sull’immigrazione e le espulsioni lo fa "in difesa dei diritti umani e della dignità delle persone". Così monsignor Agostino Marchetto, segretario del Pontificio Consiglio per i migranti e gli itineranti, in un'intervista all'agenzia francofona I.Media.
"La Chiesa è la Chiesa – ha detto - essa non è a destra e non è a sinistra, e non è neanche al centro. Essa presenta rispettosamente il suo punto di vista su tutto ciò che concerne la legge morale e la dottrina sociale della Chiesa". "La morale – ha aggiunto - non riguarda solo le questioni della sessualità, dell'aborto o del matrimonio tra persone dello stesso sesso, la morale riguarda l'uomo nella sua completezza" .

Nessuno ha intenzione di "entrare nelle discussioni politiche”, chiarisce  Marchetto, ma prendere posizione per "la causa dell'uomo e in particolare di coloro che, in un dato momento, soffrono di più e devono essere aiutati a superare le loro difficoltà". E tra questi vi sono oggi, per il Vaticano, anche i rom: "Quando ci sono delle espulsioni, ci sono delle sofferenze - osserva l’arcivesco in riferimento ai rimpatri di comunità  rom decisi dal governo francese - e io non posso certo rallegrarmi delle sofferenze di queste persone, in particolare quando si tratta di persone deboli e povere che sono perseguitate, che sono vittime anch'esse di un 'olocausto' e vivono sempre fuggendo da chi dà loro la caccia".

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