Bersani a Berlusconi: "L'ammucchiata è la sua"

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Il leader del Pd lancia l'idea della nascita di una "alleanza democratica, un nuovo Ulivo" per sconfiggere il berlusconismo. Poi risponde al presidente del Consiglio che aveva criticato il ritorno a grandi coalizioni, definendole "della vecchia politica"

"Suonare la campana", uscire dal silenzio agostano, proporre un'alleanza sul modello di un nuovo Ulivo, che coincida con "una proposta politica chiara".
E' questo il messaggio che il segretario del Pd Pier Luigi Bersani lancia all'opposizione del governo Berlusconi, ricevendo le caute aperture di Idv e Udc.

Bersani: ora basta -
"Adesso no, adesso basta: la mia è una proposta politica chiara, precisa, la sua è un' ammucchiata". Così il segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, replica alle dichiarazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che aveva definito "un'ammucchiata di vecchia politica" la proposta, lanciata dal segretario Pd, di un nuovo Ulivo per una legislatura costituente.
Riferendosi a Berlusconi, Bersani ha poi aggiunto: "Lui sta pretendendo di governare con una compagnia che si insulta tutti i giorni, che si manganella tutti i giorni. La sua è un'ammucchiata" ha concluso.

Un nuovo Ulivo per sconfiggere il berlusconismo - Per il Pd ed il centrosinistra è dunque arrivato il momento "di suonare la campana", o almeno così dichiara il segretario del Partito Democratico, che esce dal silenzio agostano e con una lettera-manifesto, prova a riorganizzare il campo in vista di elezioni più o meno anticipate.
Rilanciando "un'alleanza democratica" aperta anche ai finiani come ponte verso il voto, il leader democratico spinge per un nuovo Ulivo che superi l'esperienza fallimentare dell'Unione, "una proposta seria, altro che l'ammucchiata che ha fatto Berlusconi".
Bersani traccia la rotta per i prossimi mesi e convince quasi tutto il Pd.
D'altra parte l'Alleanza democratica anti-premier, che "non è né una scorciatoia né un ribaltone", ricalca la proposta dell'alleanza costituzionale aperta anche a Udc, finiani e  Dario Franceschini, leader della minoranza interna.
In questo nuovo asse tra Bersani e Area Democratica, non rientra però Walter Veltroni, che pochi giorni fa aveva bocciato "sante alleanze" rilanciando la vocazione maggioritaria.
Il veltroniano Walter Verini apprezza "la riaffermazione del bipolarismo" da parte di Bersani (e anche il nuovo Ulivo), ma ricorda che "questa era l'ispirazione del Lingotto" e tra guerre interne e cambi di segretari si sono persi tre anni.

Le reazioni di Idv, Udc e sinistra radicale - Il progetto piace al presidente dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro e al leader centrista Pier Ferdinando Casini. Quest'ultimo però pone l'accento sul fatto che sia "positiva l'intenzione di Bersani di riorganizzare l'area della sinistra democratica". Come a dire: su alleanze future il centro per ora si tiene le mani libere.
Piace a metà, invece, la rotta a Paolo Ferrero: sì all'alleanza per disarcionare Berlusconi, no al nuovo Ulivo "perché non siamo interessati a questa prospettiva e alla partecipazione al governo".
E molto cauta è anche la reazione di Sinistra e Libertà. Nichi Vendola non commenta, ma Paolo Cento ricorda che "l'Ulivo del '96 vinse perché era un progetto e non la somma di partiti contro qualcuno. Le primarie in questo contesto non sono solo una questione di forma della democrazia, ma la sostanza di una nuova relazione". Insomma, dalle primarie non si sfugge e per Sel l'alleanza non può prescindere dalla scelta dal basso del candidato premier. E Bersani, pur non facendone cenno nella lettera di rilancio, fa capire che la partita della premiership è aperta e che lui sarà in campo.

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