Bossi-Casini: è scontro. Pdl e Lega sono pronte al voto

Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini
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Il futuro della coalizione di Governo si fa sempre più incerto mentre tra Bossi e Casini cresce la tensione. Tutto si deciderà sui 5 punti programmatici indicati da Berlusconi ma sembra probabile l'ipotesi di elezioni entro la fine dell'anno

Fini, Berlusconi e il Pdl. LE FOTO
Pdl, c’eravamo tanto amati. IL VIDEO

Pdl e Lega pronti al voto, se non ci sarà il rilancio della maggioranza sui 5 punti programmatici indicati dal premier, Silvio Berlusconi. Intanto tra Carroccio e Udc è scontro aperto e se Bossi esclude qualsiasi possibilità di alleanza con Casini, ma anche con Fini, i centristi replicano con fermezza: ci attaccano perché siamo gli unici che contrastano il "senatur".

"I 5 punti anticrisi del programma del fare e del crescere, confermato dalle urne e perfezionato da un governo che lavora per lo sviluppo e la modernizzazione del Paese, sono il vero spartiacque del consenso per chi vuole rispettare il mandato ricevuto dagli elettori e mostrare nei fatti la fedeltà alle idee, non alle poltrone", sostiene il portavoce vicario del Pdl, Anna Maria Bernini. E Daniele Capezzone, portavoce del partito, ironizza sulle posizioni del centrosinistra: "In qualunque paese moderno e, invece, la sinistra italiana è sospesa tra speranze di ribaltone e costruzione di improbabili armate Brancaleone".

Per i finiani il viceministro allo Sviluppo economico, Adolfo Urso rileva: "Noi pensiamo che si debba lavorare per ricomporre il Pdl, cessino gli attacchi al presidente Fini e si annulli la riunione dei probiviri prevista per metà settembre. La nostra intenzione è quella di mantenere il patto con gli elettori e tutte le nostre azioni saranno rivolte in quella
direzione".

Netta la presa di posizione dell'Udc in chiave anti-Lega: "Che Bossi, noto trafficante in banche e quote latte, insulti l'Udc lo riteniamo molto utile per far capire agli italiani chi ostacola davvero i suoi progetti di occupazione del potere. Si svegli chi ha votato questa legge sul federalismo, che è solo uno spot per la Lega, e chi nel governo viene messo sempre più ai margini dal Carroccio".

Ma prese di distanze dai centristi vengono anche dall'opposizione: "Né Casini né Fini vogliono una coalizione di centrosinistra. Rincorrere la chimera-Casini è di una cecità assoluta". Per il Pd Michele Ventura, vicepresidente vicario dei deputati, osserva: "La maggioranza berlusconiana non esiste più. Agli italiani vogliamo dire la verità con un sistematico porta a porta: abbiamo a cuore le sorti del Paese e come faro la Costituzione repubblicana e poi bisogna affrontare le emergenze economiche e sociali".

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