Berlusconi a SkyTG24: "O il governo va avanti o alle urne"

Silvio Berlusconi
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E in un messaggio ai promotori della libertà avverte: "Bisogna essere preparati al voto, no a formalismi costituzionali". Bossi: "Alle elezioni con il Pdl ma senza Fini". L’opposizione: “Il premier rispetti le regole su cui si fonda la vita democratica”

Fini, Berlusconi e il Pdl. LE FOTO
Pdl, c’eravamo tanto amati. IL VIDEO

Nessuna ipotesi di governi tecnici o di transizione. Silvio Berlusconi conferma la sua contrarietà a ipotesi di larghe intese, accelera sul programma di governo, critica i finiani e chi vuole "tirare a campare", attaccando eventuali "formalismi costituzionali" che non rispetterebero la volontà popolare.
Una posizione rispedita al mittente dal Pd, secondo cui "quelli che il premier definisce formalismi costituzionali sono le regole su cui si fonda la vita democratica del Paese".
Nel frattempo, Umberto Bossi continua a premere per le elezioni ("li polverizzeremo tutti") e torna a escludere qualsiasi tipo di intesa sia con l'Udc sia con un eventuale nuovo partito fondato da Gianfranco Fini ("Non ci interessa, per avere un voto in più, non riuscire a combinare niente").  

"O il governo va avanti oppure al voto" -
"L'importante è che l'Italia abbia un governo e che il Paese sia governato. Da chi, ha poca importanza". Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, intervistato da SkyTG24 (sopra, il video) ad Arona, risponde a una domanda sulla possibilità che il Pdl proponga all'Udc di entrare a fare parte dell'alleanza di governo.
Bossi, invece, vorrebbe votare e chiudere la partita, e non aprire affatto il confronto parlamentare sui cinque punti del documento programmatico, elaborato nel corso del vertice di venerdì a Palazzo Grazioli.  "Vediamo - replica Berlusconi- credo debba esserci un governo sostenuto dalla maggioranza votata dagli italiani e che questo governo debba andare avanti fino al termine della legislatura. Se poi questo dovesse essere impossibile, giocoforza chiederemo di rivolgerci nuovamente agli elettori. Io sono un ottimista, una persona di buon senso. Quindi il mio auspicio è che la maggioranza continui a essere tale e vada avanti e possa consentire al governo di rispettare il programma. Se questo non fosse possibile chiederemo di votare".

No a formalismi costituzionali - In precedenza con un messaggio audio ai promotori della libertà il premier aveva ribadito la posizione assunta dal Pdl al termine del vertice di venerdì. Secondo il Cavaliere "se il governo eletto dal popolo non avesse più dietro di sè una maggioranza coesa e compatta, che gli consentisse di realizzare quello che il governo stesso ha promesso ai suoi elettori durante la campagna elettorale, la strada maestra non può essere che quella di ritornare davanti al giudizio del popolo che è sovrano". "Chi dice il contrario, invocando magari dei formalismi costituzionali sa bene, benissimo, di dire una falsità" ribadisce il premier.
"Sarebbe un atto fortemente antidemocratico - aggiunge Berlusconi - addirittura offensivo della sovranità popolare, partecipare a dei nuovi giochi di palazzo per tentare di cambiare, di sovvertire il risultato elettorale e portare al governo chi le elezioni invece le ha perse, e questo credo che è qualcosa che non si può da parte nostra assolutamente accettare". "Lo dico - sostiene il premier - con assoluta serenità, con assoluta tranquillità: in democrazia ciò che conta è il mandato popolare, e governa chi ha ricevuto i voti per farlo".
"Nelle prossime settimane si vedrà - continua Berlusconi -  la differenza tra chi, come noi, vuole fare le grandi riforme, e chi al contrario vuole soltanto perseguire obiettivi di potere e di carriera nell'esclusivo tornaconto della propria aziendina politica, anteponendo l'interesse particolare a quello generale".

Richiesta della fiducia su tutti e cinque i punti - Il premier ribadisce l'intenzione di andare avanti ma "c'è però un primo passo da fare ed è un passaggio obbligato. E' diventato dopo di questo necessario verificare la coesione e la tenuta della maggioranza che sostiene il nostro governo prima di poter procedere al varo di provvedimenti, che sono provvedimenti molto importanti di realizzazione del programma". "Vi assicuro che il vostro auspicio è anche il mio, cioè quello di realizzare le riforme per le quali gli italiani ci hanno votato, confermando la loro fiducia nella maggioranza di governo, in tutte, tutte le tornate elettorali degli ultimi due anni, quindi questo è per noi un impegno assoluto, un impegno prioritario, un impegno che è mio e dell'intero governo" afferma il premier Silvio Berlusconi.

Il rapporto con i finiani e l'invito a prepararsi alle urne - Il premier ha poi sottolineato che la creazione, da parte dei cosiddetti parlamentari finiani, di un gruppo autonomo in Parlamento è "una iniziativa paradossale se si considera che sono stati tutti eletti sotto il simbolo del Popolo della libertà con la scritta "Berlusconi presidente"'.
Il partito deve prepararsi alle  elezioni politiche anticipate, che potrebbero svolgersi anche "a  breve" continua Berlusconi. "Dobbiamo riorganizzare sul territorio la presenza del Popolo della  libertà - afferma il premier - la nostra presenza e la presenza di  tutte le nostre componenti più dinamiche, per realizzare appunto una  presenza attiva e capillare in ciascuna delle 61 mila sezioni  elettorali, in ciascuno dei 61mila dipartimenti elettorali in cui è  ripartito il nostro Paese, e dobbiamo essere pronti a qualsiasi  evenienza, come quella ad esempio di elezioni entro poco tempo".

L'opposizione: "Berlusconismo in crisi" - "Definire 'formalismi costituzionali' regole e procedure stabilite dalla nostra Carta e accusare di falsità chi difende la nostra Costituzione vuol dire essere in malafede e mancare di rispetto al capo dello Stato". E' questo il commento di Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd.
"La propaganda berlusconiana, le bugie sul programma, le tensioni nella maggioranza sono problemi politici che testimoniano la crisi del governo, del berlusconismo e del Pdl. Ma tutto questo - prosegue la Finocchiaro - non può essere pretesto o occasione per picconare quotidianamente le nostre istituzioni e forzare il dettato costituzionale".
Ancora più duro il commento di Massimo Donadi, dell'Italia dei valori: "Il formalismo di cui parla sono i principi fondanti della nostra democrazia, i cardini della Costituzione. E' grazie a quei'formalismi' che l'Italia non è una repubblica delle banane".

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