Pdl, è il giorno del vertice sul futuro della coalizione

Silvio Berlusconi
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Al centro dell’incontro, un documento in quattro punti su cui testare la fedeltà dei finiani. Intanto Bossi insiste per votare "il prima possibile". Bocchino: "Summit liturgia inutile, punta a mettere nell'angolo i finiani". Rotondi: "E' il giro di boa"

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Il programma. In corso a Palazzo Grazioli l'atteso vertice del Pdl sulle sorti del governo. Nella sua residenza romana Berlusconi presenterà ai quadri del partito un documento programmatico che ha al centro quattro temi: riforma della giustizia, Sud, federalismo, fisco. Programma che sarà un vero e proprio banco di prova per testare la fedeltà dei finiani e che sarà probabilmente sottoposto a metà settembre al voto di fiducia del Parlamento.
Alla riunione, alla quale secondo l'uffico stampa di palazzo Chig, avrebbero dovuto partecipare solo coordinatori e capigruppo del Pdl, sono presenti anche alcuni ministri, come il titolare dell'Economia Giulio Tremonti, quello della Giustizia, Angelino Alfano, e il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli.

"Dal summit dovranno uscire punti assai precisi e specificati - ha detto il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto – e crediamo che richiedere il voto, se non c'è una maggioranza parlamentare sulla piattaforma programmatica che avremo discusso, sia non solo legittimo, ma giusto rispetto al popolo sovrano che ci ha conferito il mandato di rappresentare le proprie istanze. Quindi: o fiducia o voto".
Maurizio Gasparri, capogruppo dei senatori del Pdl, da parte, sua non si è sbilanciato sui contenuti ma a chi gli chiedeva di fare previsioni sui rapporti con i finiani ha risposto: "La vedo bene, perché nessuno è impegnato a titolo personale ma nel rapporto con gli elettori. Mi auguro che tutti siano coerenti con il mandato elettoriale".

Bossi: "Al voto subito".
Intanto, alla vigilia del vertice, non sono mancati i toni accesi. Il leader della Lega Umberto Bossi ha auspicato elezioni "il prima possibile, a fine novembre o ai primi di dicembre" ed è tornato sulla richiesta di dimissioni al presidente della Camera Gianfranco Fini: "sarebbero il gesto fondamentale - ha detto - per fermare questa corsa". 

L'affondo di Farefuturo. Dal web magazine Farefuturo della fondazione vicina a Fini, invece, è arrivato un nuovo duro attacco contro il Pdl: "Nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non coincida con il dossieraggio e con i ricatti, con la menzogna che diventa strumento per attaccare l'avversario e distruggerlo - si legge nell'editoriale di FareFuturo - abbiamo difeso per anni Berlusconi  sperando nella sua capacità di spiccare il volo e diventare un grande politico, uno statista. Oggi ha ragione chi dice: perché‚ non ci avete pensato prima? Non c'è una risposta che non contempli un pizzico di vergogna. Un vergogna che, però, non prevede ora il silenzio".
Sulla presa di posizione del magazine diretto da Filippo Rossi però è arrivata la presa di distanza dei presidenti dei gruppi di Futuro e liberta' alla Camera e al Senato, Italo Bocchino e Pasquale Viespoli "E' fuorviante e strumentale - scrivono - alimentare la polemica a partire da editoriali sicuramente fuori misura e che non impegnano i gruppi parlamentari e che in ogni caso non rappresentano nè dettano la linea politica che intendiamo seguire".

Bocchino: "Vertice liturgia inutile". Lo stesso Bocchino però non risparmia nuove stoccate nei confronti del premier: "L'impressione è che Berlusconi voglia solo verificare la possibilità di andare avanti con la  garanzia del nostro sostegno senza doversi confrontare  preventivamente - dice - il summit del Pdl è una liturgia inutile e punta a mettere all'angolo i finiani".

Rotondi: "Governo al giro di boa". "Oggi è il giro di boa: o ci sarà la strambata che rilancia il centrodestra e l'azione di governo, o si viaggia spediti con il vento in poppa verso il porto delle elezioni" è invece l'opinione sul summit del ministro per l'Attuazione del programma di governo, Gianfranco Rotondi.

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