Pdl, tensioni alla vigilia del vertice

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Berlusconi chiede lealtà e sostegno ai finiani moderati. Il presidente della Camera ribadisce: gli attacchi contro le istituzioni danneggiano il Paese. Intanto secondo Bossi, Fini dovrebbe dimettersi

Fini, Berlusconi e il Pdl. LE FOTO
Pdl, c’eravamo tanto amati. IL VIDEO

Tornano tesi i rapporti fra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi. Il presidente della Camera, incontrando il sottosegretario Gianni Letta, da sempre 'gran mediatore' del premier, non usa mezzi termini e chiede che si interrompano subito gli attacchi alle istituzioni: chiunque alimenti conflitti, 'sparando' contro le istituzioni, non fa che danneggiare il Paese e gli italiani, sostiene la terza carica dello Stato.
Una difesa del capo dello Stato, finito nel mirino di alcuni esponenti del Pdl, ma anche di se stesso visto che più di uno nella maggioranza (ultimo in ordine di tempo, Umberto Bossi) lo ha invitato a dimettersi. "Se si dimette fa bella figura e blocca la corsa alle elezioni" ha dichiarato il Senatur.

Fini si è sfogato con Letta, accusando i dirigenti del Pdl di scarsa cultura istituzionale. Ad alimentare la rabbia dell'ex leader di An non solo le richieste di dimissioni, ma anche quella che i finiani definiscono una campagna di killeraggio da parte del 'Giornale'.
Insomma, se scopo dell'incontro avvenuto dopo la visita alla camera ardente di Francesco Cossiga, era quello di fare un po' di chiarezza in vista della verifica di settembre, l'esito non è stato dei migliori.

Berlusconi intanto, ai fedelissimi ha ripetuto in questi giorni l'intenzione di recuperare quelli che considera i 'finiani moderati'. L'obiettivo non è ricucire con l'ex leader di An, ma quello di dialogare con coloro che hanno seguito l'ex leader di An nel gruppo Futuro e Libertà,  ma che non vogliono affossare la maggioranza.

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