Napolitano: Tradisco la Carta? Allora si chieda impeachment

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
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Dura replica del Quirinale dopo un'intervista del Giornale al vicepresidente dei deputati Pdl, che sosteneva che il presidente della Repubblica stesse tradendo la Costituzione. "Se fosse convinto delle sue ragioni avrebbe il dovere di assumere iniziative”

Stop a insinuazioni sul Capo dello Stato e ad indebite pressioni provenienti dal mondo politico.
E' questa la sintesi di una nota con cui il Quirinale replica ad un'intervista all'onorevole Maurizio Bianconi, vicepresidente del gruppo dei deputati Pdl, pubblicata sul Giornale diretto da Vittorio Feltri.
L'onorevole Bianconi, sostiene la nota del Quirinale, "si è abbandonato ad affermazioni avventate e gravi sostenendo che il Presidente Napolitano 'sta tradendo la Costituzione'".
"Essendo questa materia regolata dalla stessa Carta (di cui l'on. Bianconi è di certo attento conoscitore), se egli fosse convinto delle sue ragioni avrebbe il dovere di assumere iniziative ai sensi dell'articolo 90 e relative norme di attuazione".
"Altrimenti - conclude la nota riferendosi all'intervista a Il Giornale - le sue resteranno solo gratuite insinuazioni e indebite pressioni, al pari di altre interpretazioni arbitrarie delle posizioni del Presidente della Repubblica e di conseguenti processi alle intenzioni".

La replica: dispiaciuto, ma non faccio passi indietro -"Sono stupito perché non mi sarei aspettato una reazione così sproporzionata e son mica un deficiente che pensa a mettere in stato d'accusa il presidente della Repubblica. Ma confermo quanto ho detto nell'intervista: quando Napolitano formò il governo disse che la sua scelta era vincolante e diede un'interpretazione evolutiva della Costituzione materiale che dovrebbe valere anche nel girone di ritorno". Maurizio Bianconi, il deputato Pdl chiamato in causa nella nota del Quirinale, è "dispiaciuto" ma non fa passi indietro rispetto alle critiche rivolte al Colle.
"Non capisco una reazione così, - sostiene Bianconi - non vorrei che siccome ho colto nel segno, il Quirinale dà segni di sbandamento. Risponde a me perché altri intendano, come nuora e suocera? Ma non so, certo ieri il ministro Alfano è stato anche più diretto ma in un altro modo perché io ho fatto riferimento ad un atto di coerenza che Napolitano dovrebbe fare per non smentire sé stesso".
Affermazioni, ribadisce il deputato toscano, "serie, puntuali e a Costituzione vigente" ma che non miravano all'impeachment del presidente della repubblica.
"La reazione del Capo dello Stato mi pare esagerata perché - gli fa eco il suo collega di partito, Giorgio Stracquadanio - le osservazioni di Bianconi erano puntuali e in forma interrogativa. Bianconi fa delle ipotesi e ragiona per paradossi, dicendo 'se Napolitano dovesse agire in un certo modo allora tradirebbe lo spirito della Costituzione', non afferma che il capo dello Stato stia gia' tradendo la Costituzione. Fa solo delle ipotesi. Non c'è ragione dipensare che Napolitano non si comporti come nel 2006". E aggiunge: "Certo, il fatto che Napolitano si sia sentito di parlare in una intervista all'Unita', sia per la sede sia per i contenuti, ha stupito tutti. Perché anticipava eventi che non si sono ancora determinati. E il Capo dello Stato tutto può fare fuorché anticipare i suoi intendimenti".

La reazione dell'opposizione - "Chi attacca il Colle vuole lo sfascio delle istituzioni - commenta il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi - Gli attacchi del Pdl al Colle, il continuo tentativo di coinvolgere Napolitano nella polemica politica sono una grave offesa alle istituzioni ed alla Costituzione. Tirare il presidente della Repubblica per la giacchetta è un atto gravissimo di irresponsabilità politica di chi vuole delegittimare le istituzioni. Chi prosegue nella via dello scontro istituzionale non può avere responsabilità di governo". "E' sconcertante che, per un comportamento perfettamente corretto e del tutto rispettoso della Costituzione, il capo dello Stato sia costretto a fare una nota per gli attacchi e le considerazioni calunniose, incompatibili con l'atteggiamento di rispetto che ogni parlamentare dovrebbe avere nei confronti dalle istituzioni e della Costituzione stessa" è invece il commento del Pd Beppe Fioroni.

I finiani difendono Napolitano - "Si potrebbe sorridere di tanto analfabetismo politico, di tanta sguaiatezza istituzionale, di tanta ignoranza costituzionale (e non solo). Ma stavolta no, non è il caso di sminuire, di ridurre tutto a questioni di linguaggio, di stile e di forma. Qui c'è un problema di sostanza. Qui c'è un esponente di primo piano (sic) del partito del capo del governo che attacca a testa bassa il capo dello Stato. E lo fa accusandolo, a mezzo stampa, del peggiore dei crimini, per un presidente della Repubblica: il tradimento della Costituzione". Ffwebmagazine, periodico online della Fondazione Farefuturo, definisce Maurizio Bianconi un "golpista da operetta" ma lancia l'allarme per "un virus che si diffonde nel Pdl, cioé la pericolosa abitudine di mettere sotto accusa o sotto pressione il presidente della Repubblica".
Poche ore prima il deputato di Futuro e libertà e componente del Copasir Carmelo Briguglio, intervistato a KlausCondicio, aveva detto: "Sarebbe da irresponsabile se qualcuno adesso pensasse di produrre dossier sul Presidente Napolitano e di 'applicare' anche a lui il cosiddetto 'metodo Boffo', anche se qualcuno può pensare di farlo". "Ricordiamo che il Presidente è il  custode della Costituzione e in più occasioni ha dimostrato di essere il massimo garante delle nostre istituzioni - ha aggiunto - se qualcuno ci sta pensando è un pazzo. Napolitano è al di sopra di questo fango".
E a Klaus Davi, che gli chiedeva se possa esserci il rischio in tal senso aveva risposto: "Sì. Ed è anche già accaduto nella storia. Nessuno è immune, ma ricordiamo come, anche nel caso  Caldoro, i dossier falsi si ritorcono contro chi li ha prodotti". "Voglio pensare - ha concluso - che con Napolitano non accadrà mai altrimenti non saremmo più un Paese democratico ma in un regime".

Berlusconi non commenta
- Nessun commento sulla nota del Quirinale dal premier Berlusconi. "No, per favore, non chiedetemi di fare dichiarazioni. Sono qui e mi limito a fare il nonno: niente politica" ha detto infatti il presidente del Consiglio, poco prima di entrare in un ristorante di Porto Rotondo con la figlia Barbara, il marito di lei e il nipotino
Alessandro, a chi gli chiedeva un commento alle parole del Capo dello Stato. All'uscita del ristorante poi il presidente del Consiglio si è rivolto ad alcuni sostenitori che lo incitavano a "non mollare".  "Portiamo avanti tutto - ha risposto - vedrete che ce la caveremo sempre".

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