FareFuturo: "Su Montecarlo solo un delirio diffamatorio"

Gianfranco Fini e Vittorio Feltri
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Botta e risposta tra Il Giornale e la fondazione presieduta da Gianfranco Fini sul caso dell'appartamento monegasco abitato dal cognato del presidente della Camera. Il web-magazine parla di falsi scoop e invoca le sanzioni della magistratura contro Feltri

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Lo scontro tra Il Giornale e Gianfranco Fini prosegue senza sosta. Anche a ferragosto. Il quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi diretto da Vittorio Feltri ha lanciato un'altra accusa al presidente della Camera. "Casa di Montecarlo: Fini era un habituè" è il titolo in prima pagina del quotidiano che riporta la testimonianza di un imprenditore italiano residente nel principato.

Non si è fatta attendere la reazione di Ffweb Magazine, il sito della Fondazione FareFuturo presieduta da Gianfranco Fini. "Il delirio diffamatorio del Giornale contro Fini sta sconfinando nel ridicolo", si legge nel corsivo pubblicato in homepage. "Prima abbiamo letto l'intervista sulla cucina a un dipendente del mobilificio romano che il giorno prima aveva deciso di licenziarsi. Vien da chiedersi perché si è licenziato, chi l'ha convinto e a che condizioni, visto tra l'altro che non aveva nulla da dire. Oggi assistiamo a un presunto scoop secondo il quale il presidente della Camera insieme con Elisabetta si trovava a Montecarlo in occasione del ponte dei morti del 2009. Consigliamo al Giornale di impegnarsi di più perché per costruire false testimonianze bisogna saperci fare ed essere pignoli nei controlli".

Il web magazine smonta poi le accuse invocando le sanzioni della magistratura e dell'Ordine dei Giornalisti contro il quotidiano diretto da Feltri. "A parte il fatto che gli spostamenti della terza carica dello Stato restano scritti nero su bianco presso le autorità competenti per la sicurezza, il 10 ottobre 2009 è nata la piccola Martina e venti giorni dopo la mamma era a Roma ad allattare e papà Fini a cambiare i pannolini. Di fronte a questa smentita documentale ci aspettiamo che il testimone smemorato indichi altre date o altre versioni, giusto per proseguire la diffamazione e aumentare la confusione.

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