Bossi insiste: no al governo tecnico. Ed evoca la piazza

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Napolitano mette in guardia dai rischi di elezioni anticipate. Ma Calderoli avverte: con il governo tecnico il Nord se ne va. Berlusconi si dice sereno, poi scherza con un sostenitore: tengo duro, ma nessuno è indispensabile

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Il governo tecnico non esiste, ogni governo è politico. L'importante è che abbia la maggioranza delle Camere. Un colloquio di Giorgio Napolitano con il 'Corriere della Sera' provoca dispiaceri nel centrodestra, che di governi diversi da quello nato dalla vittoria elettorale del 2008 non vuole sentire parlare.

Napolitano: i governi tecnici non esistono, sono sempre politici - Come già aveva fatto il giorno precedente in un'intervista all'Unità, e con ancora più forza, il presidente della Repubblica rimbecca chi dà per scontato che di fronte a una crisi di governo l'esito sia un inevitabile ricorso alle urne. Non è possibile dire, aggiunge Napolitano, "in modo sbrigativo e strumentale" che la legislatura si chiude senza che sia chiaro a chi compete davvero dichiararne la fine. "A queste cose - chiarisce nel colloquio col Corriere - ho reagito".

Bossi frena sul governo tecnico - Gli inviti di Napolitano a interrompere il clima da "resa dei conti" e la "delegittimazione" del presidente della Camera, sono altrettanti bocconi indigesti per il Pdl. Ma soprattutto fa intravedere al partito di Berlusconi scenari foschi il passaggio del colloquio in cui il capo dello Stato sembra avallare l'idea che un governo tecnico possa vedere la luce dopo Berlusconi. Ed è a questo scenario che reagisce Umberto Bossi quando, dalla sua vacanza di Ponte di Legno, si dice pronto alla mobilitazione popolare insieme a Berlusconi per portare in piazza "milioni di persone incazzate". L'unico motivo per essere tranquilli è che "un matto per fare un governo tecnico non si troverà mai", visto che la nuova maggioranza sarebbe molto fragile. Ma meglio tenere gli occhi aperti, senza farsi illusioni su un accordo con i finiani: "Con questo casino, come si fa a ricucire?", si chiede il senatur.

Calderoli: con il governo tecnico il Nord se ne va - "Noi abbiamo l'obbligo di realizzare le riforme e il programma. L'alternativa sono le elezioni, diversamente altro che piazza, per me il Nord se ne va". Lo ha detto il ministro Roberto Calderoli parlando alla Festa di Pontida. Alla domanda se quindi la Lega ritorna a parlare di secessione, Calderoli ha replicato: "Non sto parlando di una cosa che dice la Lega ma di una cosa che potrebbe nascere spontaneamente. Stiamo perseguendo le riforme e vogliamo realizzarle con questo governo. L'alternativa sono le elezioni e se qualcuno vuol fare un colpo di stato poi paga le conseguenze".

La Russa: non si pensa al voto - Non si lascia andare a scenari di crisi Ignazio La Russa, che commenta: "Finché si governa, nessuno pensa di andare al voto".

Berlusconi: nessuno è indispensabile - Staccare la spina, lasciandosi alle spalle le grane della politica, per dedicarsi ai figli (Barbara e Luigi) e ai nipotini. Con questo desiderio, alla fine, Silvio Berlusconi è atterrato nell'amata Sardegna dove trascorrerà qualche giorno a villa La Certosa.
Nella sua prima giornata si è concesso un lungo bagno di folla nel centro di Porto Rotondo, mano nella mano con un nipotino. Di politica, però, non ha voluto parlare: "Sono sereno, tranquillo", si è limitato a dire ai giornalisti che gli chiedono del momento non proprio roseo. "Sono venuto qui a passare alcuni giorni di relax, non parlo di politica. Farò oltanto il nonno", ha glissato. Poi, rispondendo ad un sostenitore che gli chiedeva di non mollare, si è schermito con una battuta: "Bisogna tenere duro, ma i cimiteri sono pieni di persone che si consideravano indispensabili".

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