Napolitano: "Esistono solo governi politici"

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
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All'indomani dell'intervista all'Unità, il capo dello Stato risponde alle polemiche in un colloquio con il Corriere della Sera: "Non esistono esecutivi voluti dal presidente della Repubblica. E' il parlamento che dà loro la fiducia"

Non esistono governi tecnici che nascano dalla volonta' del Capo dello Stato, ma esecutivi, qualunque sia la loro composizione, che nascono dal fatto che il Parlamento dà loro, la maggioranza, la fiducia. E' il ragionamento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un colloquio con il Corriere della Sera, all'indomani delle polemiche animate dalla sua intervista all' Unita', in cui chiedeva di fermare le "rese dei conti" e sottolineava che un "vuoto politico" e un eventuale "durissimo scontro elettorale" sarebbero un pericolo per il Paese.

Nel colloquio con il quotidiano di via Solferino, il Capo dello Stato ribadisce che il Paese "ha bisogno di risposte ai problemi anzichè di rese dei conti e annunci minacciosi" e chiarisce di essersi "limitato a far capire a quanti si esercitano in continue congetture sul voto, indicando persino qualche data tra novembre e dicembre prossimi, che e' bene che si astengano perche' questo non e' di loro competenza". Non e' possibile dire, aggiunge Napolitano, "in modo sbrigativo e strumentale" che la legislatura si chiude senza che sia chiaro a chi compete davvero dichiararne la fine. "A queste cose - chiarisce nel colloquio col Corriere - ho reagito".

Napolitano non entra pero' nel merito delle polemiche: "Lascio parlare, io non posso e non debbo fare considerazioni sulla possibile composizione del conflitto interno alla maggioranza". Ma ribadisce che bisogna smettere con la campagna "di pura pressione delegittimante" come quella in corso nei confronti del presidente della Camera, perche' figura che "garantisce l'attivita' legislativa" che "va preservata da speculazioni e attacchi politici". Anche perche', a differenza di cio' che accade per i membri del governo e per il presidente del Consiglio, per i quali "c'e' un luogo dove puo' avvenire il confronto e dove si possono prendere decisioni, che e' il Parlamento" attraverso "mozioni di sfiducia, o al contrario, voti di fiducia", per i presidenti delle Camere un simile sbocco non c'e' perche' "non esiste una procedura di revoca".

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