Napolitano: "Basta attacchi a Fini"

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Il Presidente della Repubblica interviene con un'intervista all'Unità: "è ora che cessi una campagna gravemente destabilizzante sul piano istituzionale". E ricorda che solo a lui spetta la scelta se andare al voto o meno

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Dopo giorni di durissimi scontri tra finiani e Pdl, fatti a colpi di dossier e di minacce di nuove rivelazioni, arriva, attraverso un'intervista all'Unità, il monito del Presidente della Repubblica ad abbassare i toni e a privileggiare l'interesso nazionale.

"Ho sempre ritenuto che nessun contrasto politico debba investire impropriamente la vita delle istituzioni", spiega nell'intervista, "Perciò è ora che cessi una campagna gravemente
destabilizzante sul piano istituzionale qual è quella volta a delegittimare il presidente di un ramo del Parlamento e la stessa funzione essenziale che egli è chiamato ad assolvere
per la continuità dell'attività legislativa".

Parlando al giornale diretto da Concita De Gregorio, Napolitano invita tutte le forze politiche a "compiere uno sforzo di responsabile ponderazione tra le esigenze della chiarezza politica e quelle della continuità della vita istituzionale, guardando al paese che ha bisogno di risposte ai propri problemi anziché di rese dei conti e di annunci minacciosi nell'arena politica cui non consegna alcuna prospettiva generatrice di fiducia".

E sulla costante minaccia di tornare alle urne l'inquilino del Colle ricorda che "sarebbe bene che esponenti politici di qualsiasi parte non dessero indicazioni" sul ricorso o meno al voto anticipato "senza averne titolo e in modo sbrigativo e strumentale".  "Le mie responsabilità istituzionali - sottolinea il Capo dello Stato - entreranno in gioco solo quando risultasse in Parlamento che la maggioranza si è dissolta e quindi si aprisse una crisi di Governo. Compirò in tal caso tutti i passi che la Costituzione e la prassi ad essa ispiratasi chiaramente dettano". Napolitano, pur precisando di non poter naturalmente entrare nel merito della vicenda né di voler esprimere valutazioni o previsioni, osserva comunque che quello che si è aperto "è un serio conflitto politico dentro la coalizione uscita vincitrice dalle elezioni 2008".

Il Presidente inoltre ricorda alle forze politiche di privileggiare l'interesse nazionale e sottolinea come "ci sono in Italia segni recenti, positivi e incoraggianti di ripresa produttiva, di ritorno alla crescita pur se il quadro mondiale resta critico: occorre però consolidarli e rafforzarli e far fronte alle tante difficoltà e incognite che restano con visioni politiche e azioni di governo adeguate e coerenti". Per questo il capo dello Stato si chiede "quali sarebbero le conseguenze per il paese" se invece "si andasse verso un vuoto politico e verso un durissimo scontro elettorale".

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