I finiani: "Così si va verso la crisi istituzionale"

1' di lettura

Per Bocchino "'se Berlusconi chiede le dimissioni di Fini, apre una crisi senza precedenti". Farefuturo accusa il partito di "squadrismo mediatico". Ma Cicchitto replica: "'Chi è causa del suo mal pianga se stesso"

Fini e Berlusconi: dalla fondazione al divorzio. LE FOTO
Pdl, c’eravamo tanto amati. IL VIDEO
Leggi anche: Fini-Berlusconi: guerra sulla casa a Montecarlo


Crisi, voto anticipato, scontro tra finiani e Pdl. Le polemiche e le accuse non si risparmiano in questo mese che dovrebbe essere di vacanza. Le forze politiche infatti sembrano già al lavoro per prepararsi in vista della prossima tornata elettorale.

E lo spetto del ritorno alle urne viene invocato, ancora una volta, dal leader della Lega Umberto Bossi. 
"E' meglio uscire dalla palude e andare subito al voto, solo Fini e il Pd hanno paura delle  elezioni" ha dichiarato il Senatur a SkyTG24. (GUARDA L'INTERVISTA)
" -Berlusconi è una persona per ben ha aggiunto - Doveva fare chiarezza, lo ha fatto a suo modo e con i suoi tempi ma lo ha fatto. Quando è è venuto sotto il palco con il dito e si è sentito dire 'come mi mandi via?' io avrei detto esatto, ti mando fuori dalle balle. Ma io ho un cattivo carattere. comunque solo Bossi e Berlusconi hanno i voti". Il leader leghista fa così riferimento ai momenti di tensione tra il presidente della Camera e il presidente del Consiglio dell'aprile scorso durante la direzione nazionale del Pdl.

Continua, dunque, lo scontro durissimo tra finiani e Pdl. Uno scontro che si è acceso anche sulla richiesta di dimissioni di Gianfranco Fini.
La proposta, rilanciata dal portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, ha provocato la netta reazione degli uomini di Futuro e Libertà, che parlano di "aggressione mediatica" e di "manganellate" contro Fini, definendo "irricevibile" l'istanza del partito del premier, che si affianca alla campagna del 'Giornale' per le dimissioni del numero uno di Montecitorio.
E immediata è stata anche la risposta del capogruppo Fli alla Camera, Italo Bocchino, che ha dichiarato: "Berlusconi nel momento in cui chiede le dimissioni del presidente  della Camera rischia di aprire una crisi istituzionale senza  precedenti di cui non sappiamo quali possano essere le conseguenze". 

La crisi è aperta. Lo scontro pure.
E intanto fa rumore l'editoriale di 'Famiglia cristiana' che parla di opinione pubblica "disgustata" dalla classe dirigente e ritiene che "un Paese maturo, che deve mirare allo sviluppo e alla pacifica convivenza dei cittadini, non puo' continuare con uomini che hanno scelto la politica per sistemare se stessi e le proprie pendenze".

Da Arcore il premier ufficialmente tace sulla vicenda che riguarda Fini. Berlusconi ha scritto una lettera per lanciare una grande "mobilitazione" a difesa dell'operato del governo per "contrastare i disfattismi e i personalismi di chi antepone i propri particolari interessi al bene di tutti". La mobilitazione lanciata dal premier, spiega una fonte parlamentare del Pdl, non è necessariamente da interpretarsi come un richiamo alle armi in vista del voto. Infatti, spiega la stessa fonte, in questa fase Berlusconi avrebbe intenzione di stare alla finestra osservando l'evolversi della vicenda Fini.

Interviene però il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchittoche a Bocchino risponde: "Non può dare tante lezioni, perché nell'arco di questi  ultimi mesi è stato protagonista di polemiche violentissime che hanno portato a questa situazione di crisi politica e alla formazione di due gruppi parlamentari". E poi aggiunge: "Una riflessione sull'acutizzazione dello scontro all'interno del centrodestra doveva essere aperta precedentemente. Adesso la parola alle polemiche, poi credo che a fine agosto faremo il punto su queste questioni e vedremo cosa abbiamo sul tavolo". E conclude: "Chi è causa del suo mal pianga se stesso".

Intanto anche da una parte dell'opposizione iniziano ad arrivare a Fini richieste di un chiarimento: "Le spiegazioni di Fini sono tardive e anche insufficienti - dice Antonio Di Pietro - Se le stesse cose le avesse dette il primo giorno avrebbe evitato una brutta figura. Allora magari erano sufficienti. Ma oggi non possono certo bastare".
Il Partito democratico, dal canto suo, continua a ribadire che prima di andare alle elezioni è necessario cambiare la legge elettorale. "Non abbiamo nessun timore, neanche del confronto elettorale con un Berlusconi che si presenta con un bilancio fallimentare” dichiara a Sky TG24 Rosy Bindi che ribadisce la necessità di una riforma del sistema di voto. (GUARDA L'INTERVISTA).

E il leader dell'Udc non resta a guardare. Casini, infatti avverte i suoi: c'è il rischio di elezioni a settembre, mobilitiamoci.

Crisi Pdl, tutti gli aggiornamenti

 


Leggi tutto