Famiglia Cristiana: opinione pubblica disgustata da politici

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Il settimanale paolino attacca l'attuale classe dirigente ("Un Paese senza leader") e sulle riforme scrive: "Si propone un federalismo che sa di secessione. Senz’anima e solidarietà"

"L'opinione pubblica, sebbene narcotizzata dalle Tv, è disgustata dallo spettacolo poco edificante che, quasi ogni giorno, ci viene offerto da una classe politica che litiga su tutto. Lontana dalla gente e impotente a risolvere i gravi problemi del Paese".
E' questo il severo giudizio espresso nel prossimo numero di Famiglia cristiana in uscita mercoledì 11 agosto sulla situazione che sta attraversando il Paese.

"Mancano persone capaci di offrire alla nazione obiettivi condivisi. E condivisibili - si legge sul settimanale paolino - Non esistono programmi di medio e lungo termine. Non emerge un’idea di bene comune, che permetta di superare divisioni e interessi di parte. Se non personali. Si propone un federalismo che sa di secessione. Senz’anima e solidarietà. Un Paese maturo, che deve mirare allo sviluppo e alla pacifica convivenza dei cittadini, non può continuare con uomini che hanno scelto la politica per “sistemare” sé stessi e le proprie “pendenze”.

"La richiesta della Chiesa di 'uomini nuovi' - prosegue il testo - trova ampi consensi tra la gente. Anche se non sono mancate critiche, da chi si sente nel mirino della denuncia.
C'è chi ha parlato di mancanza di gratitudine, per il sostegno che una parte politica dà ai 'valori irrinunciabili' e alle opere della religione. Soprattutto in un Paese difficile da governare. E refrattario a qualsiasi riforma di grande respiro".
"Tra le reazioni più forti - prosegue il testo - c'è chi s'è chiesto da che pulpito venga la predica. Perché mai la Chiesa si chiama fuori dalle responsabilità? Non fa parte, essa stessa, della classe dirigente del Paese? E perché non guarda alle carenze di quel mondo cattolico fortemente intrecciato nelle vicende nazionali? Accuse solo in parte giustificate".

"Nel richiamare al senso del bene comune quanti occupano posti di alta responsabilità - afferma ancora Famiglia cristiana - la Chiesa è cosciente che anche il mondo cattolico deve fare la sua parte. E assumersi di più i ruoli che contano".
"Da tempo - si legge ancora - Papa e vescovi hanno lanciato l'appello: 'Giovani politici cattolici cercarsi'. Per invitare i credenti più impegnati a misurarsi con il destino della nazione. In ruoli di grande responsabilità pubblica, così come sono ben presenti nel volontariato e nell'associativismo". Quindi il settimanale cattolico rileva: "Sono molte le figure autorevoli nella comunità ecclesiale. Tanto più queste cresceranno, tanto più se ne gioverà l'intero Paese. Ma la Chiesa è anche chiamata a valutare quanto, di fatto, i propri quadri più alti rappresentino dei punti di riferimento etico e spirituale per tutta la nazione".

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