"Il Giornale vuole le dimissioni di Fini, noi di Topo Gigio"

9 agosto: la prima pagina de Il Giornale, quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi
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La fondazione Farefuturo, vicina al presidente della Camera, risponde con ironia alla petizione lanciata dal quotidiano diretto da Feltri: “Di chi potremmo chiedere le dimissioni, perché indagato e coinvolto in storie poco chiare? Ci sarà pur qualcuno..."

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"Fini come Scajola. Raccogliamo le firme per mandarlo a casa". Apre così lunedi 9 agosto "Il Giornale", il quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi che lancia una campagna per le dimissioni del presidente della Camera Gianfranco Fini in seguito alla vicenda della casa di Montecarlo ereditata da An. In prima pagina anche un tagliando che i lettori che vogliono aderire all'iniziativa possono inviare alla redazione via mail, sms, fax e posta ordinaria.

"In seguito all'imbarazzante vicenda della casa di Montecarlo, lasciata in eredità ad An e finita nella disponibilità del fratello della compagna di Gianfranco Fini, chiediamo che il presidente della Camera rassegni immediatamente le dimissioni dalla carica che ricopre". "I fatti sono fatti. E questi -sottolinea il direttore Vittorio Feltri nell'editoriale- sono fatti dai riflessi politici molto pesanti. Non esiste che un presidente della Camera si comporti come Scajola e che, a differenza di questi, non senta la necessità di dimettersi se non altro per coerenza con quanto ha sempre predicato".

Ffwebmagazine, il periodico online della Fondazione Farefuturo vicina al presidente della Camera, sceglie l'ironia per rispondere alla petizione lanciata dal quotidiano di Feltri. "Come potremmo mai, noi di Ffwebmagazine - scrive Domenico Naso nel suo corsivo - rispondere a un'iniziativa così geniale e rivoluzionaria? Ci pensiamo da stamattina, incessantemente: di chi potremmo chiedere le dimissioni, perchè‚ indagato, coinvolto in inchieste della magistratura, protagonista di storie e storiacce poco chiare?" E ancora: "Non riusciamo davvero a trovare qualcuno da “dimissionare” a furor di popolo. Vediamo: ci servirebbe qualcuno importante, famoso, arcinoto. Qualcuno che abbia avuto qualche casotto con la magistratura, anche piccolo. Sarà il caldo prepotentemente tornato  protagonista in questa estate italiana, ma proprio non ci viene in mente nessuno. Possibile che nessun amico del Giornale sia nei guai con la giustizia? Qualche presunto corrotto o intrallazzone ci deve pur essere. ".

Naso, tra il serio e il faceto, passa poi in rassegna alcune possibili vittime di una petizione. "In un primo momento - scrive - abbiamo pensato a Batman. Pare che l'uomo pipistrello, infatti, abbia allargato la bat-caverna in barba al piano regolatore e a quello paesaggistico. Però no, forse non è il caso. E Diabolik? Lui sì che dovrebbe andare a casa, ladro com’è! Magari Topo Gigio, che qualche anno fa aveva avuto uno spiacevole contenzioso con l'Antoniano di Bologna e poi era stato sostituito da Geronimo Stilton. Pare che i frati si siano accorti che dalle dispense del convento mancavano quintali e quintali di gruviera. Poca roba, però, Probabilmente non riusciremmo a ottenere le dimissioni del topo. C'era venuto in mente anche il Gabibbo, che pare abbia fatto la mano morta alle veline. Però non si può, lavora a Mediaset. Ci accuserebbero di antiberlusconismo".
Alla fine Naso getta la spugna. "Nulla. Ci dobbiamo arrendere. Magari potrebbero aiutarci i nostri attentissimi lettori. Vi viene in mente qualcuno? Urge una contromossa. Ci sarà pur qualcuno, cribbio!".

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