Al Palio la Brambilla corre sola

Un momento del Palio di Siena
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Dalla Lega Nord al Pdl fino al sindaco. Un coro trasversale di critiche ha accolto la proposta del Ministro del Turismo di abolire la storica corsa senese

Il più duro è ovviamente il sindaco di Siena Maurizio Cenni, che parla di una "una vergogna per il nostro paese e un attacco a tutta nostra città", ma la proposta del ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla di rivedere il trattamento degli animali nel Palio di Siena ha avuto l'indubbio merito di riunificare tutto l'arco costituzionale in un unico No. Mario Valducci, presidente della commissione Trasporti della Camera e resposabile Enti locali Pdl, Beatrice Lorenzin, componente della commissione Affari Costituzionali della Camera e anche lei del Pdl, in una nota congiuta sostengono, non senza ironia, che "dev'essere stato il caldo agostano, o la scarsa conoscenza della storia e delle tradizioni italiane, ad aver indotto il ministro Brambilla a proporre l'abolizione del Palio di Siena". E non c'è nessuna solidarietà di partito, nella chiusura della nota, in cui si afferma che "al contrario di quello che asserisce il ministro, i cavalli nel Palio sono trattati con affetto e rispetto, diversamente da quanto avviene con i tori nelle corride. Così facendo - è la censura finale - la Brambilla non rende di certo un buon servigio al turismo".

Nessun aiuto neanche dal collega Maurizio Gasparri che laconicamente dichiara: "Viva il Palio di Siena. Un evento  ricco di tradizione e di sana cultura popolare". E sconti non ne fanno neanche i padani. Il senatore e sindaco di Feltre (dove si svolge un altro palio) Gianvittore Vaccari, dichiara che "rimango sorpreso e perplesso dalle dichiarazioni del ministro Brambilla  la Lega non accetterà mai e poi mai che le tradizioni culturali di millenaria memoria del nostro Paese siano abrogate e, peggio ancora, cancellate dagli annali storici".

E dopo questo coro di critiche, la presa di posizione di Armando Cirillo, responsabile turismo dei democratici, rischia quasi di diventare pleonastica: "Abolire il Palio? Una bischerata" che osserva come "il nostro turismo boccheggia ma il ministro Brambilla non trova di meglio che fare crociate assurde".

Insomma, tutto l'arco costituzionale è concorde nel dire: il palio non si tocca. Eppure il ministro del turismo non aveva neanche chiesto l'abolizione della manifestazione senese, ma si era limitata a dire che "se la Catalogna ha rinunciato alla corrida anche noi possiamo rinunciare a qualche corsa o palio". "Il Palio di Siena - aveva aggiunto - è la manifestazione di questo tipo più famosa, ma ci sono altre iniziative che prevedono l'uso di cavalli, asini e anche oche che spesso sono crudeli con questi animali e ormai non hanno certamente più senso."

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