Caliendo, Maroni: "Se cadiamo alle urne già a ottobre"

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Il ministro dell'Interno, in un'intervista al Corriere della Sera, commenta la crisi del Pdl: "La situazione è già precipitata perché potenzialmente questo gruppo alla Camera (finiani, Udc, Mpa e Api) può far venire meno la maggioranza"

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Alle urne subito: se la coalizione non tiene si può votare già a ottobre. Nel giorno in cui si vota la mozione di sfiducia al sottosegretario Giacomo Caliendo, il ministro dell'Interno Roberto Maroni sembra avere le idee chiare. In un'intervista al Corriere della Sera il ministro della Lega si affida a una metafora e osserva: "La decisione di Fini di lasciare il Pdl ha creato una situazione che ci costringe alla navigazione a vista. Chi va per mare sa bene di cosa parlo: sei lì ma in ogni momento ci può essere un ostacolo. La rotta non è tranquilla, però credo che non sia neanche così difficile. In ogni casa non c'è alternativa". Tuttavia Maroni vuole "continuare a essere ottimista, fiducioso che la legislatura continuerà fino alla fine". Ma avverte: "Se la nave va sugli scogli si torna alle urne. Il rischio di imboscata è più che concreto, come dimostra quello che sta accadendo in questi giorni".
Per il ministro la situazione "è già precipitata perché potenzialmente questo gruppo alla Camera (finiani, Udc, Mpa e l'Api di Rutelli si schierano per l'estensione, ndr) può far venire meno la maggioranza e questo provocherebbe immediatamente la crisi".
E assicura: se si andrà al voto "certamente" la Lega sarà con il Pdl: "La nostra alleanza ha portato grandi risultati. Abbiamo fatto la legge sul federalismo, fermato gli sbarchi dei clandestini, ottenuto successi sul fronte della sicurezza e della criminalità".

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