Caliendo, finiani e Udc insieme: "Ci asterremo su sfiducia"

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Il partito di Casini, Futuro e Libertà e Mpa e Api decidono una linea comune sulla mozione che si vota il 4 agosto il Parlamento. Cesa: "Non è un terzo polo". Il sottosegretario intanto dice: "Non mi dimetto"

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Il fronte dei “moderati” si schiera compatto per l’astensione in relazione alla mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario Giacomo Caliendo, che sarà votata dal Parlamento il 4 agosto. La posizione comune è emersa dopo un vertice tra la nuova formazione dei finiani Futuro e libertà, l’Udc, l’Api di Francesco Rutelli e il Movimento per le autonomie. "C'e' convergenza sulla posizione dell'astensione per ciascuno all'interno del proprio gruppo" ha fatto sapere il finiano Benedetto Della Vedova, anche se la decisione definitva sara' comunque presa da ciascun gruppo autonomamente.

"Non si tratta della formazione di un terzo polo, ha commentato il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa dopo il vertice - ma di un'area di responsabilita' che speriamo non sia solo sullo specifico caso Caliendo. Speriamo continui anche su altre questioni". "A settembre ottobre - ha aggiunto - speriamo ci sia una convergenza sulle questioni che dovra' affrontare il Parlamento". "Nel sistema bipolare non esiste il terzo polo. Sarebbe come giocare a tennis seduti sulla rete..."il commento di Italo Bocchino.

Intanto, in riferimento alla mozione di sfiducia nei suoi confronti Caliendo fa sapere di essere intenzionato ad andare avanti. “La valutazione politica la fa il governo, il presidente del Consiglio e comunque io continuo il mio lavoro e rispondo alla mia coscienza - dice - se avessi fatto qualcosa, anche solo in termini di scorrettezza, farei le mie valutazioni, ma non avendo fatto nulla....".

Ascolta le dichiarazioni di Fabrizio Cicchitto e Roberto Menia:

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