P3, Napolitano: contrastare oscure collusioni di potere

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Nuovo monito del presidente della Repubblica che, alla cerimonia di saluto dei nuovi membri del Csm, chiede "rigorose regole deontologiche" che impediscano altri casi di "squallida consorteria". Mancino: "Negli scontri abbiamo sempre difeso l'autonomia"

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Giorgio Napolitano chiede il varo di "rigorose regole deontologiche" che impediscano nuovi casi come quello della P3, una "squallida consorteria" come ha già detto e ha ripetuto al Quirinale ricevendo i membri del Csm in uscita ed i neo eletti che ne prenderanno il posto lunedì.

"Nessuno è più di me consapevole dell'importanza decisiva dell'affermazione e del consolidamento di rigorose regole deontologiche per i magistrati e per gli stessi componenti del Consiglio" ha dichiarato il presidente della Repubblica. "A ciò - ha proseguito - si potrà dedicare con la necessaria ponderazione il nuovo Csm anche alla luce di vicende recenti, di ampia risonanza nell'opinione pubblica, e di indagini giudiziarie in corso, di fenomeni di corruzione e di trame inquinanti che turbano e allarmano, apparendo essi, tra l'altro, legati all'operare, come ho di recente detto, di 'squallide consorterie', delle quali tuttavia spetterà alla magistratura accertare l'effettiva fisionomia e rilevanza penale".

Quella del Capo dello Stato è un'ampia panoramica sui temi della giustizia, un vero e proprio bilancio, del tutto positivo, del lavoro svolto negli ultimi 4 anni da Palazzo dei Marescialli. Il Capo dello Stato sottolinea infatti come il Consiglio Superiore "abbia dato prove di sensibilità e prodotto novità che è giusto valorizzare più di quanto non sia stato fatto finora".

Prima delle parole del presidente della Repubblica, l'intervento di commiato al Csm di Nicola Mancino, che ha ricordato con orgoglio, quanto è stato fatto negli ultimi quattro anni rivendicando anche che negli scontri tra politica e giustizia l'obiettivo delle toghe è sempre stato quello di difendere la propria autonomia.
Inoltre, Mancino ha osservato: "Abbiamo voluto circoscrivere solo parzialmente riuscendoci, modi, tempi e limiti delle cosiddette pratiche a tutela della imparziale funzione giudiziaria e dell'autonomo e indipendente esercizio dell'attività giurisdizionale del singolo magistrato". Un consiglio al futuro Csm, poi, è quello di pensare a un'elezione con un meccanismo simile a quello della Consulta: e, in caso di separazione delle carriere, uno dei due Csm non sia presieduto dal ministro della Giustizia.

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