Fini: “Io e Berlusconi abbiamo un obbligo con gli elettori”

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Il presidente della Camera in una breve intervista al quotidiano “Il Foglio” torna sulle polemiche con il premier e tenta di smorzarle: “Qui sono e qui resto”. E sulle questioni legali aggiunge: “Si deve resettare tutto". Berlusconi: "Il governo è saldo"


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"Resettare tutto, senza risentimenti": con questa formula esordisce in una breve conversazione serale con il “Foglio” Gianfranco Fini. Che cosa vuol dire, presidente? "Vuol dire che Berlusconi ed io non abbiamo il dovere di essere e nemmeno di sembrare amici, ma dobbiamo onorare un impegno politico ed elettorale con gli italiani. Per questo - spiega il presidente della Camera e cofondatore del Pdl - ci tocca il compito, anche in nome di una
storia comune non banale, di deporre i pregiudizi, di mettere da parte carattere e orgoglio, di eliminare le impuntature e qualche atteggiamento gladiatorio delle tifoserie".

“Qui sto e qui resto, in ogni senso”, continua il presidente della Camera. “Nel senso dello schieramento e delle idee portanti. Se avessi dubbi radicali, se davvero fossi sfiduciato e amaro, non direi, anche sulle questioni della legalità, che si può e si deve resettare tutto, per scrivere un nuovo capitolo con un minimo di ottimismo".

Onorare l'impegno politico preso con il Pdl è "l'unica via per evitare che una deflagrazione senza senso si porti via, tra le macerie di un partito e di una esperienza di governo, la credibilità del centrodestra, prima di tutto nella testa e nel cuore di quanti ci hanno seguito e dato il mandato di rappresentarli. Non ci sarebbero né vinti né vincitori, alla fine della mattanza".

Concludendo: "Quando dico che si deve chiudere una pagina conflittuale e aprirne una nuova, non faccio appello ai sentimenti, di cui non nego l'esistenza e che hanno la loro importanza per molti di noi; non esibisco né chiedo ipocrisie, faccio invece appello alla ragione, ai fatti, all'analisi politica e alle basi pubbliche e discorsive, intessute di dialogo e di capacità di riflessione comune, di qualunque possibile fiducia tra diverse leadership".

Nel pomeriggio, all'incontro alla Farnesina con gli ambasciatori italiani, qanche berlusconi aveva ribadito la solidità del Governo. Rincuorato anche dal fatto che l'aula di Montecitorio ha approvato la Fiducia posta dalla maggioranza sulla Manovra economica da 25 miliardi di euro.

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