P3, Napolitano: “Uno squallore, magistrati vadano a fondo”

Il capo dello Stato Napolitano
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Il presidente della Repubblica parla di indignazione e allarme "per le trame inquinanti”. Ma, sottolinea, “il Paese ha gli anticorpi”. E chiede al governo di nominare il nuovo ministro dello Sviluppo Economico. Berlusconi risponde: "La prossima settimana"

“Ci indigna e ci allarma l'emergere di fenomeni di corruzione e di trame inquinanti anche ad opera di squallide consorterie". Così il presidente della Repubblica commenta l’inchiesta sulla presunta P3 nel corso della cerimonia del Ventaglio Ma sottolinea: "La nostra democrazia, la nostra collettività nazionale, dispongono di validi anticorpi: in primo luogo la nostra capacità di reazione morale, e insieme la vitalità dei principi costituzionali e dei presidi costituiti dalle leggi ispirate a quei principi e affidati alla preziosa azione della magistratura e delle forze dell'ordine”. Per il capo dello Stato “si deve intervenire senza alcuna incertezza o reticenza su ogni inquinamento o deviazione della vita pubblica e nei comportamenti di organi dello Stato ma senza cedere a nessun gioco al massacro tra le istituzioni e nelle istituzioni”. E ancora sull’inchiesta partita dagli appalti per l’eolico: "Lo squallore è l'importante è che si riesca a far fare alla magistratura il proprio lavoro fino in fondo per accertare fatti e responsabilità ".

Nel suo intervento il presidente della Repubblica ha chiesto anche al governo di procedere senza indugi con la nomina del nuovo ministro dello Sviluppo Economico, dopo le dimissioni di Claudio Scajola. "L'istituzione governo non può sottrarsi a decisioni dovute come quella della nomina di un titolare del Ministero dello Sviluppo Economico o del presidente di un importante organo di garanzia come la Consob. Pronta la risposta di Silvio Berlusconi che accoglie il suo invito e, durante la conferenza stampa con il leader russo Dmitry Medvedev a Milano, annuncia che il successore di Scajola sarà nominato la prossima settimana.

Poi, Napolitano ha ribadito il suo ruolo nell’iter del disegno di legge sulle intercettazioni (QUI LO SPECIALE). "Il ruolo del presidente della Repubblica è risultato chiaro. Non vedo come si possa equivocare. Nessuna interferenza nella dialettica politica e nell'attività parlamentare che rappresenta la sovranità popolare fatta salva la facoltà dell'articolo 74 da parte del presidente della Repubblica". E ancora: "Occorre definire il miglior bilanciamento possibile tra i valori e diritti, tutti ugualmente riconosciuti in Costituzione. Questo è stato lo sforzo compiuto e ancora in atto a proposito della legge in materia di intercettazioni e non si può che apprezzarlo dandone merito alla dialettica parlamentare. Non deve dunque stupire che la definizione di una nuova legge in materia di intercettazioni, da lungo attesa, abbia richiesto un tempo non breve e un percorso faticoso, potremmo dire 'per approssimazioni successive' ".

Tra i valori che il ddl deve bilanciare, Napolitano richiama il valore della sicurezza "da garantire con l'imperio della legge, colpendone ogni violazione attraverso la ricerca con i mezzi indispensabili degli indizi di reato"; il valore della libertà di stampa "e ancora il valore della libertà di comunicazione tra le persone, il diritto al rispetto della riservatezza e della dignità delle persone".

Il presidente della Repubblica ha parlato anche di crisi economica, di manovra e ha rivolto le sue attenzioni ai giovani: "Il problema dei giovani non impegnati" nel mondo del lavoro o in quello dello studio "è il problema numero uno dell'Italia".

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