Intercettazioni, il Pd chiede aiuto a Fini

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Dario Franceschini: "Chiediamo a Fini e ai suoi di votare i nostri emendamenti". Cicchitto mette in guardia: "La minoranza deve seguire il partito". Bocchino rassicura il Pdl: "Non abbocchiamo, voteremo solo gli emendamenti Costa e Bongiorno"

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L'invito di Franceschini - "Mi rivolgo a Fini non come  presidente della Camera ma come leader politico: chiediamo a Fini e ai finiani di votare questi nostri 7 emendamenti. Ci dica sì o no".  Dario Franceschini si rivolge così al cofondatore del Pdl e ai deputati a lui vicini e chiede il sostegno per un pacchetto di emendamenti che, spiega, "corrispondono a temi su cui ci sono state più pronunce pubbliche dei finiani". Insomma, raccolgono le critiche espresse dai finiani in più occasioni.
"La nostra proposta emendativa è molto semplice" ovvero mantenere l'attuale disciplina che "sin qui ha dato ottimi frutti" spiega Franceschini. "E' chiaro - aggiunge - che il nostro atteggiamento nei confronti del ddl sulle intercettazioni resta critico e negativo, ma nella logica da noi già abbracciata del contenimento del danno, ci siamo detti disponibili a votare gli emendamenti proposti dai finiani al provvedimento. Oggi siamo noi a chiedere a Fini e ai suoi di votare i nostri emendamenti, che coincidono nel merito con posizioni e affermazioni da loro già espressi più volte e in diverse occasioni".

Cicchitto mette in guardia i finiani - La prospettiva avanzata da Franceschini ha spinto subito il Pdl a mettere in guardia i finiani. "Franceschini fa il suo mestiere di capogruppo dell'opposizione, che cerca di disgregare la maggioranza, ma una volta che il Governo e la maggioranza definiscono una posizione, tutti i parlamentari del gruppo del Pdl sono tenuti a seguire le indicazioni del partito e del gruppo" ha affermato il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto, che ha aggiunto: "In caso diverso dovremmo considerare sciolti il partito e il gruppo. Capiamo che questo farebbe un gran piacere all'onorevole Franceschini, e non solo a lui, ma noi non abbiamo l'intenzione di rallegrargli in questo modo l'estate".

Bocchino: "Non abbocchiamo" - Parole alle quali sono seguite subito le rassicurazioni. "Cicchitto può star tranquillo che il nostro voto favorevole andrà soltanto agli emendamenti del capogruppo Costa e della presidente Bongiorno" ha replicato Italo Bocchino.
"Il nostro lavoro all'interno del Pdl - aggiunge Bocchino - ha come unico obiettivo quello di spingere il partito a varare un buon testo sulle intercettazioni evitando gli abusi ma tutelando la legalità. Il nostro obiettivo resta quello di rafforzare il partito facendolo uscire dalle secche in cui si trova e abbiamo la necessaria esperienza politica per non abboccare alle proposte di Franceschini".

Gli emendamenti - Gli emendamenti del Pd sono quasi tutti soppressivi o, per dirla  con i capogruppo del partito, di "contenimento del danno" e riguardano i due punti più combattuti, ovvero i limiti per le indagini dei magistrati e la libertà di stampa.
Intanto si chiede "il ripristino dell'attule disciplina" per quanto riguarda i presupposti per le intercettazioni. Quindi la "proroga delle intercettazioni": con l'emendamento Pd si  torna alla disciplina attualmente in vigore con un rafforzamento dell'onere di motivazione per la proroga in relazione alle effettive esigenze investigative. Ed ancora la competenza del tribunale: si chiede che se ne occupi il Gip mentre nel testo si dà la competenza  al tribunale di distretto in composizione collegiale, "è irragionevole e avrà un impatto disastroso sulla giustizia", secondo il Pd.
Si passa poi alle sanzioni pecuniarie per gli editori: si chiede di sopprimerle. Un altro emendamento riguarda le riprese visive ed infine c'è la delicata questione delle intercettazioni per gravi reati di criminalità organizzata.




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