Inchiesta P3, Alfano: "No alla caccia alle streghe"

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Dopo il coinvolgimento di alcuni magistrati nell’indagine partita dagli appalti sull’eolico, interviene il Guardasigilli: "Non si può fare di tutta l'erba un fascio". E intanto Formigoni si difende: "Nessun coinvolgimento"

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"Abbiamo una certezza: che il sistema-giustizia ha dentro di sé tutti gli anticorpi per reagire": Così il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, sull'inchiesta P3 e il coinvolgimento di alcuni magistrati. “Non si può fare di tutta un'erba un fascio e non si può dare la caccia alle streghe", aggiunge.

Parlando a Bruxelles, in margine al Consiglio Giustizia della Ue, Alfano premette che non intende commentare un'inchiesta in corso. "Ciascuno faccia il proprio dovere", ammonisce. "Sia dal punto di vista inquirente che dal punto di vista di chi è chiamato a difendersi".

Alfano esclude in maniera categorica che la tenuta del governo si a rischio. "Perché dovrebbe? Ho letto ipotesi di cambiamenti di governo, di governi di transizione", dice Alfano, sottolineando come nel nostro paese siano "difficili da accettare le  regole delle democrazie occidentali, che chi vince le elezioni  governa, chi non vince le elezioni non può governare". “Nel nostro paese -continua il responsabile della Giustizia, a  Bruxelles per un Consiglio informale- si confondono la politica e la democrazia con i videogame, ma non è un gioco per cui hai un telecomando e cambi". Il governo italiano, rivendica Alfano, ha vinto le elezioni nel 2008, le europee nel 2009 e le regionali nel 2010, è sempre stato confermato dagli italiani e continuerà a governare nella certezza che gli italiani hanno che a presiedere questo governo c'è Berlusconi, che sta bene di suo e non ha certo bisogno di mettersi in tasca i soldi della politica, anzi ci ha rimesso".

Sul disegno di legge contro le intercettazioni. "Stiamo lavorando nel Pdl tutti insieme per avere l'unità su un disegno di legge che tuteli la privacy e che non indebolisca l'informazione e la capacità di investigazione", dice il ministro della Giustizia Alfano. Rilevando che tutti sono d'accordo sull'esigenza di fare una legge su questa questione (anche la sinistra presentò - ricorda - un disegno di legge di iniziativa governativa) Alfano afferma che: "ora stiamo cercando un punto di equilibrio più efficace perché nonostante gli sforzi non siamo riusciti a rasserenare gli animi circa i nostri intendimenti".

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