Manovra, passa la fiducia al Senato. Ma insorgono i Comuni

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Su 306 votanti, i sì sono stati 170, 136 i no. Scontro in Aula tra maggioranza e opposizione. Finocchiaro: "Colpisce i giovani". Gasparri: "Apriamo una stagione di crescita e sviluppo". Il presidente dell’Anci Chiamparino: "Giudizio negativo"

La manovra economica del governo.
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L'aula del Senato ha votato la fiducia posta dal governo sul maxiemendamento al decreto che prevede la manovra correttiva 2011-12 da 25 miliardi di euro. Su 306 votanti, i sì alla fiducia sono stati 170, 136 i no. Pdl, Lega e Mpa hanno votato a favore. Pd, Idv, Udc, Api e Svp contro. I senatori a vita non hanno partecipato al voto.
Ora il decreto passerà alla Camera per la seconda lettura. Restano nella manovra il taglio di 8,5 miliardi per le Regioni e il rinvio a fine anno delle multe sulle quote latte, voluto dalla Lega.

"Questa manovra è fortemente iniqua e recessiva destinata ad impoverire il Paese di ogni prospettiva di crescita e sviluppo" ha affermato la Presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro, nel suo intervento in aula al Senato sulla manovra.
Di parere opposto il Presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri: "Grazie alla manovra apriremo una stagione di crescita e sviluppo". Gasparri sottolinea "il forte consenso delle parti sociali".

Il premier Silvio Berlusconi ha ribadito la necessità di approvare velocemente il decreto, "come chiesto anche dall'Europa". Il Pd invece annuncia manifestazioni in tutta Italia il 16 e 17 luglio contro la manovra.

Intanto, le Regioni hanno deciso di non riconsegnare le deleghe. Per confermare "l'unità piena della Conferenza delle Regioni e delle province autonome la decisione della riconsegna delle deleghe viene accantonata" scrivono, all'unanimità, i presidenti delle Regioni in un documento nel quale si dicono "fiduciosi che il percorso delineato di confronto con il governo abbia un esito pienamente positivo".
Le Regioni sottolineano "tutte le posizioni contenute nei documenti assunti in queste  settimane sulla manovra che considera insostenibile per le ricadute sui bilanci regionali". "Alle deleghe trasferite debbano corrispondere le relative risorse", precisano i governatori.

Ma a protestare adesso sono invece i Comuni. In conferenza Unificata "noi daremo un giudizio negativo sulla manovra, e proprio per questo abbiamo fatto un accordo col Governo per verificare se nei prossimi tre mesi può essere cambiata". E' quanto ha confermato il presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino, al termine del consiglio nazionale dell'associazione dei Comuni. Il no alla manovra è contenuto in un documento approvato stamani che "esprime un parere negativo da trasferire in conferenza unificata e approva l'accordo col Governo sollecitando la sua attuazione". Il sindaco di Torino ha infine precisato che "c'è stato un voto pressoché comune con l'eccezione di sei astenuti appartenenti a Udc e Rifondazione Comunista".

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