Granata: "Soddisfatti da dimissioni Cosentino". Caos nel Pdl

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Il deputato "finiano" a Sky Tg24: "Di fronte allo strapotere delle mafie e al dilagare della corruzione e delle cricche pretendiamo da noi e dalla classe dirigente coerenza e rigore". Nel partito però la situazione è tesa. Bossi: "Berlusconi se la caverà"

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La tensione non sarà quella descritta dalle indiscrezioni di stampa, smentite da Palazo Chigi, ma nel Pdl la situazione resta difficile e le dimissioni del sottosegretario Nicola Cosentino non archiviano certo le difficoltà. Inchieste e questione morale restano temi caldi, che trascinano con sé  anche il nodo della riorganizzazione del partito, con l'ipotesi del coordinatore unico che guadagna strada. Per il leader della Lega Umberto Bossi però "Berlusconi se la caverà, una mattina si alzerà, scoprirà che la spada è ancora affilata e la utilizzera'".

Intanto sulle dimissioni di Cosentino è intervenuto oggi il deputato Pdl Fabio Granata, vicino a Gianfranco Fini, ospite di Sky Tg24 Pomeriggio: "Aver costretto Cosentino alle dimissioni, dopo Scajola e Brancher, rappresenta motivo di grande soddisfazione per chi ha posto la difesa della legalità repubblicana come valore politico fondamentale". Il deputato Pdl, vicepresidente della commissione Antimafia, aggiunge che "per questo, vedere crescere in modo esponenziale sostegno ed entusiasmo attorno alle nostre battaglie per la legalità ci dà spinta e motivazione fortissima per il futuro".

"Di fronte allo strapotere economico delle mafie e al dilagare della corruzione e delle cricche affaristiche - conclude - pretendiamo da noi e dalla classe dirigente coerenza e rigore e un passo indietro per chi è coinvolto in alcune dinamiche, e non può avere ruoli di responsabilità politica".

In giornata intanto, a proposito dell'inchiesta sull'eolico e sulla nuova P2, il Csm e la Cassazione hanno avviato due indagini parallele sui magistrati coinvolti. Per cominciare la prima commissione del Csm ha deciso di avviare la procedura di trasferimento di ufficio per incompatibilità ambientale per il presidente della Corte d'Appello di Milano, Alfonso Marra, il cui nome appare in alcune intercettazioni dell'inchiesta sugli appalti per l'eolico.

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