Cosentino si è dimesso dal governo: "Non c'è nessun dossier"

Nicola Cosentino
1' di lettura

L'ex sottosegretario, indagato nell’inchiesta sulla nuova P2, continuerà a essere il coordinatore del Pdl in Campania. Attacco contro Fini: "Le sue sono manovre per ottenere potere nel partito". Mercoledì prossimo era prevista la mozione di sfiducia

Dimissioni Cosentino: le reazioni politiche

In fondo al pezzo tutti gli aggiornamenti video sul caso Nuova P2


Le dimissioni
- Nicola Cosentino ha deciso di rassegnare le sue dimissioni da sottosegretario all'Economia, mantenendo però quello di coordinatore del Pdl in Campania. Il politico campanno risulta, insieme al coordinatore del Pdl Denis Verdini, indagato nell'inchiesta per associazione segreta stralciata dall'eolico in Sardegna. La decisione delle dimissioni di Cosentino è stata accelerata da Silvio Berlusconi che nell'incontro nella sede del governo ha chiesto un passo indietro al politico campano. Per mercoledì 21 luglio era in programma una mozione, presentata dall'Idv e dal Pd, per sfiduciare il sottosegretario e sulla quale rischiavano di convergere anche i voti dei cosiddetti finiani.

Uscendo da Palazzo Chigi l'ex sottosegretario ha dichiarato: "Contro di me è in atto da due anni una persecuzione dal solito circo mediatico, da L'Espresso a la Repubblica, probabilmente perché ho messo fine alle sconfitte del centrodestra in Campania". E ai cronisti che gli chiedevano se fossero opportune anche le dimissioni di Denis Verdini Cosentino ha seccamente risposto: "Assolutamente no".

Poi, affidandosi a una nota, l'ormai ex sottosegretario ha aggiunto: "Ho deciso di concerto con il Presidente Berlusconi di rassegnare le mie dimissioni da sottosegretario per potermi completamente dedicare alla vita del partito, particolarmente in Campania, anche al fine di contrastare tutte quelle manovre interne ed esterne poste in essere per fermare il cambiamento".

Attacco a Fini - Cosentino prosegue attaccando duramente Gianfranco Fini: "Il presidente della Camera con solerzia degna di miglior causa, dopo che già per due volte proprio alla Camera dei Deputati analoghe mozioni erano state votate e respinte con larga maggioranza, così come anche una al Senato, ha ritenuto di volerle calendarizzare in tempi brevissimi basandosi quindi soltanto su indimostrate e inconsistenti notizie di stampa".

La nota continua spiegando che l'atteggiamento di Fini "ben si comprende ove si conoscano le dinamiche politiche in Campania e coloro che sono i più stretti collaboratori dell'onorvole Fini, quale l'onorevole Bocchino che da anni, senza successo, tenta di incidere sul territorio non già per interessi del partito bensì per mere ragioni di potere personale e che alla prova elettorale è sempre stato sconfitto".
"E' risibile - prosegue - che l'onorevole Fini voglia far passare le sue decisioni come se derivassero  da una sorta di tensione morale verso la legalità quando si tratta soltanto di un tentativo, anche assai scoperto, di ottenere il potere nel partito tramite Bocchino

La difesa - Prosegue la nota: "L'ipotesi della violazione della cosidetta Legge Anselmi è evidentemente talmente fuori dalla realtà da rasentare il paradosso". "Non solo - spiega ancora Cosentino - non vi è stata da parte mia alcuna attività di dossieraggio ma mi sono premurato nell'interesse del partito quale coordinatore regionale di espletare tutte le opportune verifiche di notizie che, dopo il caso Marrazzo, potevano apparire problematiche. E sono stato proprio io ad appoggiare con il massimo dell'impegno come coordinatore regionale la candidatura di Stefano Caldoro garantendogli un risultato straordinario. Sono quindi assolutamente sereno che la mia totale estraneità non potrà che essere più che comprovata da qualsivoglia indagine".

Le reazioni - In una nota il Presidente del Consiglio scrive che ha "condiviso la decisione di Nicola Cosentino di dimettersi da Sottosegretario". "Ho altresì avuto modo di approfondire personalmente e tramite i miei collaboratori la sua totale estraneità alle vicende che gli sono contestate - prosegue la nota - sono quindi certo che la sua condotta durante la campagna elettorale per la Regione Campania è stata improntata alla massima lealtà e al massimo impegno per ottenere la vittoria di Stefano Caldoro".
Per il presidente della Camera Gianfranco Fini le dimissioni di Cosentino sono state un atto doveroso e indispensabile: "Dimettersi anche per potersi meglio difendere in sede giudiziaria era per l'onorevole Cosentino un atto indispensabile e doveroso di correttezza istituzionale, anche per una evidente e solare questione di opportunità politica". Rispetto alle accuse mosse dall'esponente campano del Pdl il presidente della Camera ha detto: "Quello che dice mi lascia del tutto indifferente".

L'indagine - Nicola Cosentino è indagato nell'inchiesta sull'eolico per associazione per delinquere semplice e violazione degli articoli 1 e 2 della legge Anselmi che vieta la ricostituzione delle società segrete presentata. Cosentino è indagato, fra l'altro, anche perché avrebbe cercato di screditare il candidato del Pdl alle Regionali, poi divenuto governatore della Campania, Stefano Caldoro.

Il precedente - Già alla fine del 2009 ci fu una richiesta di dimissioni per Nicola Cosentino. Allora il gip di Napoli aveva chiesto la custodia cautelare per il sottosegretario all'economia accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Anche allora ci fu un aspro dibattito che spacco il Pdl. Alla fine la Camera respinse sia la richiesta d'arresto che la sfiducia presentata dall'Idv, ma il politico campano dovette rinunciare alla candidatura alla guida della regione Campania.

Dopo Claudio Scajola, il 4 maggio, e Aldo Brancher, il 5 luglio, questa è la terza volta in pochi mesi che un esponente del governo Berlusconi è costretto alle dimissioni.

Tutti gli aggiornamenti video sull'inchiesta eolico:

Leggi tutto