Dimissioni Cosentino. Facebook domanda:"Quando il prossimo?"

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Sul social network esulta chi già aveva gioito per le dimissioni di Scajola e Brancher. I finiani scrivono: "Abbiamo avuto ragione". Ammutolito il fronte berlusconiano. In pochi difendono l'ex sottosegretario

di Serenella Mattera

“Si dimette Cosentino, avanti il prossimo”. Non appena le agenzie di stampa battono la notizia della decisione del coordinatore campano del Popolo della libertà, Nicola Cosentino, di abbandonare l’incarico di sottosegretario all’Economia, su Facebook si riversa la gioia di chi ha già esultato per le dimissioni di Claudio Scajola e di Aldo Bracher e adesso spera che lo sfaldamento del governo possa proseguire. Anche la minoranza finiana del Pdl esibisce la sua soddisfazione, per un atto di “opportunità” politica chiesto con forza negli ultimi giorni. Mentre è ammutolito tutto il fronte berlusconiano del partito: pochi i commenti e le dichiarazioni in difesa dell’ormai ex sottosegretario che compaiono sui social network. Il sito del Pdl Campania, su cui campeggiano le foto di Cosentino e Berlusconi, non dà la notizia.

A scorrere gli aggiornamenti di status di Facebook che citano il politico dimissionario, non si riesce a tenere il passo con un fiume in piena di link alle notizie diffuse dai siti internet, ma soprattutto di commenti compiaciuti, a tratti speranzosi. “Cosentino se ne va a casa – scrive Nicola – Il prossimo sarà Verdini. E il terzo spero sia Berlusconi (chiamato Cesare nella P3)”. “Speriamo che domani sia la volta di Verdini e Letta e dalla prossima settimana rimpastone”, dice Alessandra. Qualcuno usa toni più accesi, come Gianpaolo: “Vergognatevi, ladri senza onore”. Ma qualcun altro non fa mancare una stoccata all’opposizione: “Il Pd ha votato contro l’autorizzazione a procedere nei confronti di Cosentino per camorra. E lui resta parlamentare”, ricorda Carlo. Come con più precisione fa il blogger Alessandro Gilioli, in un post (“Quanto il Pd salvò Cosentino”) in cui fa nomi e cognomi di chi alla Camera si astenne o decise di non partecipare al voto.

Anche l’eurodeputato Idv Luigi De Magistris si affida a Facebook, con una nota apprezzata in poco tempo da più di duecento persone. “Cosentino - scrive - farebbe bene a presentarsi al carcere di Poggioreale (a Napoli, ndr) perché si esegua l’ordine di arresto per camorra”.

“Le dimissioni di Cosentino sono una buona notizia per il Pdl e per il Paese”, scrive Gianmario Mariniello sul sito della finiana Generazione Italia. E aggiunge: “Non è la prima volta che possiamo dire ‘Abbiamo avuto ragione’”. “Rinasce la dignità della destra italiana e abbandona il lestofante al suo destino”, commenta Antonio Bianco. E mentre qualcuno avverte che “è presto per cantare vittoria”, qualcun altro chiede che facciano un passo indietro anche Marcello Dell’Utri e Denis Verdini: “Continuiamo su questa strada!”. C’è anche chi, tra i finiani, esulta così: “Tg4: Fede è verde!”. Ma i più ci tengono a rivendicare a Gianfranco Fini la vittoria. Come Emilio, che esalta la sua politica del “ricatto” al governo, che “serve per la moralizzazione della politica”.

Ma c’è anche chi difende il politico di Casal di Principe. Sulla pagina dei suoi 1480 fan, ad esempio, Luigi Esposito pubblica una foto dal titolo “Certe cose si vedono solo in Italia”. Con sopra l’immagine di Bassolino davanti a un enorme cumulo di rifiuti: “Lui ha combinato questo ed è libero di andare a fare footing a Posillipo”.  E sotto l’immagine del sottosegretario dimissionario: “Lui ha risolto il problema e rischia l’arresto!”. Difesa a oltranza (ma da parte di pochi) anche sulla pagina “Io sto con Cosentino”. Dove Pasquale Andrea Chiodi scrive: “Alla fine pare che stiano vincendo i frocetti romani”, con riferimento all’appellativo usato dallo stesso Cosentino contro chi si è contrapposto alla sua candidatura alla presidenza della Regione Campania.

Se la prendono con Gianfranco Fini, infine, sulla pagina dello Spazio Azzurro, bacheca virtuale usata in genere da chi nel Pdl è più vicino a Berlusconi. “I finiani hanno scocciato, fuori dal Pdl, fatevi un altro partito. Grazie”.

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