Resa dei conti nel Pdl. Scontro tra Berlusconi e Tremonti

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Indiscrezioni sugli screzi tra il premier e il ministro dell’Economia sulla manovra economica. Bonaiuti: "Nessun contrasto". Fini: “Provino pure a cacciarmi". E sul caso Brancher Rotondi avverte: "Chi vota la sfiducia è fuori dal Pdl"

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Le critiche di Giulio Tremonti ai governatori delle regioni del sud rischia di spaccare il Pdl. A Silvio Berlusconi non è piaciuto l’affondo che rischia di intaccare il vasto bacino elettorale del Cavaliere nel meridione. Secondo il Corriere della Sera Tremonti avrebbe minacciato di dimettersi.

Secca la replica di Paolo Bonaiuti, sottosegratario alla presidenza del Consiglio: "Il titolo di apertura del Corriere della Sera relativo allo scontro tra il presidente del Consiglio ed il ministro dell'Economia è assolutamente infondato". E aggiunge: "La collaborazione tra il presidente Berlusconi ed il ministro Tremonti si basa su una solida amicizia e sulla condivisione totale dell'azione di Governo".

Su Repubblica l’intervista a Gianfranco Fini che attacca Berlusconi: “Provino pure a cacciarmi dal partito. Io non sono un eretico, resto dove sono. Il premier fa solo propaganda per rassicurare”. Il presidente della Camera poi avverte il premier: “Gianni Letta gli ha spiegato che se rompe nasce qualcosa di nuovo. Gli Conviene un terzo polo come in Gran Bretagna”. Uno scenario, quello paventato da Fini, che potrebbe favorire Pier Ferdinando Casini. Sulle pagine del quotidiano romano il leader dei centristi dice: “Non mi farò usare dal Cavaliere. Serve un governo di larghe intese”.

Altro tema caldo all'interno della maggioranza continua a essere il caso Brancher. Al riguardo è interveruto in giornata il ministro dell'Attuazione del Programma Gianfranco Rotondi, che ha dichiarato: "Si tratta di una mia opinione, ma mi sembra abbastanza logico dire che se qualche parlamentare della maggioranza dovesse votare a favore della mozione di sfiducia contro Aldo Brancher fa una scelta di campo e si siede nei banchi dell'opposizione". il ministro ha quindi aggiunto: "Brancher non è una persona che è stata assunta dopo un master, ma un dirigente del Pdl che Berlusconi ha deciso di nominare ministro". 

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