Intercettazioni, il Pd: pronti a votare emendamenti finiani

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Franceschini: “Con loro se le modifiche sono in grado di migliorare il testo. Pronti a una battaglia parlamentare per impedire l'approvazione di una legge che limita libertà di stampa e lotta alla criminalità”. Casini indica i tre punti da modificare

DDL INTERCETTAZIONI: LO SPECIALE

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Sul ddl intercettazioni il Pd e' pronto a votare emendamenti che dovessero essere presentati dalla componente finiana, se in grado di migliorare il testo. Lo annuncia il capogruppo alla Camera Dario Franceschini.

"Il gruppo del Pd -spiega- e' pronto ad una dura battaglia parlamentare per impedire l'approvazione di una legge che limita la liberta' di stampa e pregiudica la possibilita' di contrastare con efficacia i reati della criminalita' organizzata. Per questo presenteremo emendamenti in grado di eliminare le parti piu' pericolose del provvedimento. Ma lavoreremo, come e' nostro dovere fare, per limitare i danni prodotti dalle norme introdotte. Anche per questo, sin dai lavori della commissione, potremo votare a favore di quegli emendamenti presentati dai deputati finiani che tendono a migliorare il testo o contenerne i danni".

Casini: "Tre le cose da cambiare" - "La legge sulle intercettazioni cosi' com'e' va cambiata. Il testo approvato dal Senato contiene almeno tre cose che proprio non vanno e su cui dovremo intervenire: l'aver lasciato fuori dalle deroghe reati fondamentali come il riciclaggio e l'estorsione; i 75 giorni di intercettazioni rinnovabili con un meccanismo che non sta in piedi, e una gravissima violazione del concetto di liberta' di stampa visto che le multe agli editori comporteranno inevitabilmente uno squilibrio tra i poteri della proprieta' e il principio dell'autonomia dei giornalisti". Lo dice Pier Ferdinando Casini in una lunga intervista pubblicata sul numero di luglio del mensile free press Pocket.

"Non possiamo aumentare la delinquenza per tutelare la privacy. E' inaccettabile diminuire il tasso di legalita' del Paese e questo i cittadini l'hanno compreso. Alla maggioranza dico: sediamoci intorno a un tavolo e rivediamo insieme il testo. E dalle altre componenti dell'opposizione piu' responsabili mi aspetto altrettanto: occupare l'aula come ha fatto Di Pietro al Senato o abbandonare l'aula come ha fatto il Pd, serve solo a dare un pretesto alla maggioranza per blindare ancora di piu' il testo".


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