Intercettazioni, nuovo attacco del premier a stampa e toghe

Il premier Silvio Berlusconi
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Il presidente del Consiglio Berlusconi: “Una lobby contro il disegno di legge. Non è più tollerabile che gli italiani siano i più spiati al mondo, il ddl non è un attacco alla libertà di stampa”. Sulla manovra: "Non toccheremo le tredicesime". VIDEO

DDL INTERCETTAZIONI: LO SPECIALE

BERLUSCONI CONTRO LA STAMPA: I VIDEO

Intervento a tutto campo di Silvio Berlusconi al Tg4.  Il premier smentisce la notizia dei tagli alle tredicesime di magistrati, poliziotti e docenti ("Non ci sarà alcuna riduzione"), provvedimento sul quale il governo aveva già annunciato una marcia indietro dopo le proteste della Lega (con il ministro dell'Interno Maroni che si era detto "amareggiato") e dei sindacati della pubblica sicurezza. Ma anche per parlare del ddl sulle intercettazioni ("Gli italiani sono i più spiati al mondo") e per attaccare per l'ennesima volta (l'ultima era stata pochi giorni dopo il G20 in Canada) "la lobby giornalisti-toghe" responsabile, a suo giudizio, di un tentativo di "demonizzazione" e "detronizzazione" che però, assicura, non andrà a buon fine: "A me non mi detronizza nessuno - afferma - io vado avanti, per il bene dell'Italia".

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Intercettazioni: “Italiani sono i più spiati del mondo”
- La legge sulle intercettazioni "non è un attacco alla libertà di stampa", ha sottolineato, Berlusconi, che ha spiegato: questa legge "è una difesa del diritto dei cittadini a non essere spiati e a non vedersi pubblicare sui giornali le conversazioni private, anche quelle che non hanno aluna rilevanza penale. Difende la privacy, impedisce la violazione del segreto istruttorio e impedisce di trasformare gli articoli di giornale in sentenze di colpevolezza anticipate come purtroppo è accaduto finora". Per il premier il "problema" è che "siamo tutti spiati, che i cittadini italiani sono in assoluto i più spiati nel mondo e questo non è più tollerabile. Più del 95% dei cittadini - ha aggiunto - la pensa come noi e una piccola lobby di giornalisti e di giudici la pensa invece al contrario".

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