Lodo Alfano, Bossi: "Dovremo pure dare qualcosa al premier”

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Il ministro per le Riforme appoggia la proposta di estendere le norme sulla protezione giudiziaria. Mentre il Pd annuncia di voler salire sulle barricate: “Saranno giornate calde”. E sul ddl intercettazioni il Senatur è convinto: “Troveremo un mediazione”

DDL INTERCETTAZIONI: LO SPECIALE

Il leader della Lega Umberto Bossi si dice favorevole alla proposta di estendere il lodo Alfano ai processi avviati prima dell'insediamento. "Sì", ha risposto il ministro delle Riforme alla domanda se fosse favorevole o meno all'ipotesi, "ma sono piccole cose. Il presidente del Consiglio deve badare a un Paese - ha aggiunto a margine della presentazione dei Patti per la sicurezza dei laghi Maggiore e di Lugano - e qualcosa gli devi".

"Il troppo stroppia" sostiene invece Pierferdinando Casini (Udc), che in un'intervista a SkyTG24 boccia la decisione della maggioranza di prevedere anche per il presidente del Consiglio e i ministri l'estensione del Lodo Alfano ai processi iniziati prima del loro insediamento.

Per il leader del Pd, Pierluigi Bersani, l’estensione del Lodo Alfano è "una cosa inaccettabile" e se la  maggioranza insisterà "avremo giornate calde".
"Queste continue accelerazioni -aggiunge il segretario del Pd - su norme che confliggono con la legalità e mettono in discussione la  parità di fronte alla legge, mette il centrodestra in una prova di  forza con l'opinione pubblica che gli farà pagare un prezzo. Da parte nostra ci sarà un'opposizione radicale su questo punto e se loro  insistono avremo giornate calde".

Il ministro per le Riforme ha commentato anche il controverso ddl sulle intercettazioni, che arriverà in aula alla Camera il prossimo 29 luglio. Bossi è convinto che si troverà "la mediazione". "Troveremo la mediazione" fra le esigenze dei cittadini alla riservatezza e della magistratura a indagare, ha detto Bossi a Varese. "La gente non ci tiene ad essere intercettata, mentre in alcuni casi è chiaro che la magistratura deve poter intercettare, ma non su tutto e su tutti. Si deve trovare la via, la mediazione, e la troveremo", ha aggiunto il leader del Carroccio.

Mercoledì 30 giugno la conferenza dei capigruppo ha deciso che il ddl arriverà in aula a Montecitorio il 29 luglio, dopo che il centrodestra ha cercato di imprimere un'accelerazione al provvedimento, anche se le tensioni dentro il Pdl e con l'opposizione restano alte.

La prospettiva di lavorare sulle intercettazioni ad agosto, caldeggiata dal capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto, non piace alla minoranza del partito legata al presidente della Camera Gianfranco Fini, mentre l'opposizione chiede di far slittare il provvedimento a settembre, per dare più tempo ai deputati di fare modifiche, soprattutto dopo che ieri il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, ha aspramente criticato il ddl per la parte che riguarda il contrasto alla criminalità organizzata.

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