Intercettazioni, giornalisti: manifestazione il 1° luglio

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"No al silenzio di Stato", questo lo slogan della mobilitazione organizzata dal sindacato della stampa insieme ad associazioni e movimenti contro la "legge bavaglio". Tiziana Ferrario: "Tg1, arma di distrazione di massa". LO SPECIALE

DDL INTERCETTAZIONI, LO SPECIALE

Uniti contro il silenzio di Stato -
Le dichiarazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dal Brasile sulla "disinformazione" della stampa italiana infiammano la conferenza della Fnsi che ha presentato il 'piano d'attacco' per la mobilitazione del primo luglio contro "la legge Bavaglio sulle intercettazioni" sotto lo slogan 'No al silenzio di Stato'.
"Un'aggressione inaccettabile" quella del premier Berlusconi secondo Roberto Natale e Franco Siddi, rispettivamente presidente e segretario della Federazione nazionale della Stampa, a due giorni dalle manifestazioni organizzate in Italia e all'estero dai giornalisti assieme ad associazioni, movimenti e sindacati, che -assicurano dalla Fnsi- "faranno sentire la voce di chi non accetta di essere considerato un nemico da abbattere e da irregimentare" e promette "una resistenza civile" a oltranza contro "una legge liberticida".
A scendere in piazza, ha anticipato Natale, "non sarà solo una categoria o peggio una corporazione, ma una parte grande dell'opinione pubblica italiana, del più diverso orientamento politico, che non è disposta a rinunciare alla propria libertà e ai propri diritti". E ha osservato: "Qualcuno sta cercando di far credere che noi giornalisti vogliamo praticare il gossip e il pettegolezzo; qualcuno di noi talvolta lo fa e gli errori vanno sanzionati, ma per colpire quegli errori non si può ottenere l'effetto di imbavagliare l'informazione, che andrebbe a oscurare vicende di grande rilevanza pubblica".

Tiziana Ferrario: il Tg1 è stato trasformato in un'arma di distrazione di massa -
"Ho accettato subito di condurre la manifestazione per la libertà di stampa con entusiasmo, perché questa legge se passasse, diventerebbe un alibi per chi l'informazione completa già non dà, come chi ha trasformato il principale telegiornale italiano 'un'arma di distrazione di massa', una definizione che ho letto e con cui sono d'accordo". Queste le parole di Tiziana Ferrario, la giornalista del Tg1 che condurrà con Ottavia Piccolo la grande manifestazione nazionale per la libertà d'informazione, e contro i tagli e i bavagli alla conoscenza e alla cultura, che si svolgerà il 1 luglio a Roma dalle 17 in Piazza Navona.
"Va ribadito come con questo decreto legge - ha aggiunto - si protegge la privacy di pochi e si viola il diritto di tutti".

La mobilitazione del 1° luglio -
Due delle manifestazioni più importanti avranno luogo a piazza Navona a Roma e a Conselice, cittadina del Ravennate dove è stato recentemente eretto un monumento alla libertà di stampa in Italia. "Un monumento che riproduce e rimette in una piazza viva", ha spiegato Siddi, "la pedalina che veniva utilizzata per la stampa clandestina dagli uomini della resistenza durante l'occupazione fascista e nazista". Da Conselice, ha spiegato, "inizia una battaglia ideale che si fa resistenza civile e mette in atto una serie di iniziative incessanti di contrasto a qualsiasi legge liberticida e non solo a questa".

La proposta: istituire un Garante della libertà di informazione - Infine dalla sede della Fnsi è stata rilanciata la proposta di un 'Garante della libertà dell'informazione' che entro tre-cinque giorni sulla base degli atti conosciuti possa pronunciarsi, ha ribadito Siddi, "anche con una sanzione immediata al giornalista e facendo pubblicare una 'rettifica' alla notizia 'incriminata' che darà conto del danno subito da qualcuno e inciderà sulla credibilità professionale del collega, che eventualmente sarà giudicato dagli organi preposti dalla professione". Senza dimenticare, ha concluso il segretario Fnsi, "che l'informazione se correttamente intesa ed esercitata è un potere di controllo fondamentale". Ha ricordato infine Natale: "Tre anni fa i giornalisti italiani hanno scioperato contro il ddl Mastella (all'epoca con il centrosinistra), che in fondo non era molto diverso dal ddl Alfano e che comunque fu bloccato. Oggi dobbiamo evitare che diventi legge dello Stato un ddl ancor peggiore che, con l'alibi di tutelare la privacy, vuole mettere il bavaglio alla libera informazione nel nostro Paese".

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