Brancher rinuncia al legittimo impedimento

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I legali del ministro hanno comunicato che il loro assistito "ha deciso di acconsentire allo svolgimento dell'udienza" e il 5 luglio sarà in aula. Il pm: "Ci ha presi in giro". Il premier Silvio Berlusconi dal Canada minimizza la questione

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Dopo giornate di tensioni sembra avviarsi a soluzioni il caso Brancher. I suoi avvocati Filippo Dinacci e Piermaria Corso, infatti, hanno fatto sapere che il ministro rinuncia al legittimo impedimento. Hanno inoltre reso noto che Brancher "ha deciso di acconsentire allo svolgimento dell'udienza del 5 luglio".

La mattinata del 26 giugno s'era aperta con la polemica sollevata dal magistrato Eugenio Fusco, che aveva dichiarato: "Mi sento preso in giro da Brancher che oggi doveva essere in aula: non c'è nessun legittimo impedimento". Fusco è il pm, che rappresenta l'accusa nel processo in cui il neo ministro Aldo Brancher è imputato per appropriazione indebita e ricettazione , nell'ambito di uno stralcio della inchiesta sulla scalata di Bpi ad Antonveneta. Il pubblico ministero ha parlato di "lacune" nella certificazione con cui la presidenza del Consiglio attesta il legittimo impedimento di Brancher.

"So che Brancher è un ministro senza portafoglio - ha spiegato Fusco - ma non so con quali deleghe perché nel documento della Presidenza del Consiglio non ci sono scritte: come posso immaginare i suoi impegni istituzionali non rinviabili? Che abbia almeno la bontà di precisare quali sono le sue deleghe". Quindi, il pm, pur sottolineando l'incostituzionalità della legge rispetto agli articoli 3 e 138 della Costituzione, ha spiegato di non voler chiedere la trasmissione degli atti alla Consulta, ma di ritenere che il processo debba proseguire perché, come sottolineato anche dal Quirinale, non vi è nessun legittimo impedimento di Brancher . "Eravamo d'accordo che il processo si sarebbe fatto a luglio, con sacrificio da parte di tutti, a cominciare da me", ha sintetizzato. Prima di lui aveva parlato uno dei legali di Brancher, l'avvocato Filippo Dinacci, il quale aveva ribadito il legittimo impedimento del suo assistito.

Nel frattempo il ministro Brancher aveva deciso di non partecipare alla puntata di domenica de "L'Intervista" , l'approfondimento condotto da Maria Latella. A renderlo noto la stessa conduttrice, affermando di aver ricevuto la telefonata dal ministro che le diceva di essere "dispiaciuto" e costretto ad "annullare la partecipazione" in attesa di chiarire la sua situazione con il presidente del Consiglio.

Poco prima della dichiarazione dei legali di Brancher, era stato proprio il premier a dover nuovamente affrontare l'affaire nonostante la permanenza in Canada per il G8 . Nel corso di una conferenza stampa a margine del summit, durante la quale aveva chiesto ai cronisti di trascurare le "piccole questioni interne", il presidente del Consiglio aveva comunque liquidato il caso come "una piccola questione". Richiesto d'un parere sul no del Colle al legittimo impedimento per il neo ministro, Berlusconi aveva poi risposto frettolosamente: "Come ha già detto il mio portavoce Paolo Bonaiuti, non ho nessun commento di nessun tipo".

La reazione dell'avvocato di Brancher:



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