Berlusconi: "Stop a correnti mascherate nel Pdl"

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Dopo essere intervenuto sul suo sito ufficiale, il premier è tornato ad attaccare ogni frammentazione del partito. Lo ha fatto con una nota ufficiale, in cui ha reso noto che il suo obiettivo "resterà sempre quello di semplificare la politica italiana"

Dopo essere intervenuto sul sito Forzasilvio.it a difesa dell'unità del Pdl, Silvio Berlusconi è intervenuto con una nota ufficiale contro le correnti mascherate da fondazioni e associazioni all'interno del partito. Con termini perentori il premier ha ribadito "ancora una volta di essere  contrario a qualsiasi frammentazione del Pdl, anche mascherata da  fondazioni o associazioni che possono dare l'impressione di dar vita a correnti. Il progetto che tutti insieme abbiamo concordato e approvato al congresso fondativo nel marzo 2009 è rimasto lo stesso e vede tutti noi convintamente uniti, senza distinzione di appartenenza riguardo ai rispettivi partiti di provenienza". Berlusconi ha quindi sottolineato che il suo obiettivo "è stato, è e resterà sempre quello di semplificare la politica italiana, creando un grande partito dei moderati nel quale la maggioranza degli italiani, che non vuole tornare alla politica delle correnti e delle quote, si riconosce. Questo partito si chiama Popolo della libertà, un patrimonio straordinario che appartiene a tutti quanti noi e che non va dilapidato ma, anzi, consolidato".

Il diktat del cavaliere è arrivato in una giornata di tensioni, che ha visto, in primo luogo, la reazione della finiana "Generazione Italia" alla convocazione, per il 24 giugno, della Direzione nazionale del partito, chiamata ad approvare il bilancio. Nel pomeriggio è poi giunto l'annuncio della nascita dell'ennesimo gruppo. Si tratta di "Area nazionale" e raduna i finiani più orientati a destra: insomma una corrente nella corrente, guidata da Silvano Moffa, presidente della commissione Lavoro di Montecitorio, e da Domenico Menia, l'unico che al congresso dello scioglimento di An si schierò contro la confluenza nel Pdl.


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