Padania, Fini: “C’è solo l’Italia”. Bossi non ci sta

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Il presidente della Camera torna sulla polemica: “Non è solo il Nord a pagare le tasse”. Secca la replica del leader del Carroccio: “Ci sono 10 milioni di persone pronte a battersi per la Padania”. Frattini prova a smorzare: "Slogan innocuo della Lega"

Era il 2007 quando Umberto Bossi arrivò a dire che i lombardi erano pronti a tirare fuori i fucili per la lotta di liberazione del Nord dalla vessazione fiscale. Tre anni dopo il Senatur torna su toni poco distanti da allora e, punto nel vivo dalle parole di Gianfranco Fini sulla Padania, invenzione unicamente propagandistica, risponde a brutto muso che "ci sono grosso modo 10 milioni di persone pronte a battersi" per quel territorio, il che significa che "la Padania esiste".

Insomma, alla vigilia di una fase cruciale per il federalismo fiscale, la tensione tra Fini e Lega è alle stelle. A dare la stura allo sfogo del Senatur l'attacco di ieri, oggi ribadito, del co-fondatore del Pdl al concetto più simbolico e caro al Carroccio, la Padania, appunto. Dalle pagine on line del sito di 'Generazione Italia', il primo inquilino di Montecitorio torna a provocare i lumbard. Non solo la Padania, dice, "è una favola", ma "c'è solo la nostra Italia". C'è un Settentrione che va ascoltato, è il ragionamento dell'ex leader di An, che annuncia anche di voler andare di più al Nord, ma che ha bisogno di "meno tasse, meno burocrazia, meno lacci e lacciuoli" piuttosto che di vedere "sventolare una bandiera verde". Questa, scandisce Fini, è la vera questione, facendo andare su tutte le furie la Lega.

La Padania c'è eccome, è la replica di Bossi, visto che ci sono 10 milioni di persone pronte a battersi per lei e Fini farebbe meglio a evitare certe polemiche come questa "che non fa bene alla sua salute, perché è difficile che lui prenda i voti dalla nostra parte". E ancora, il presidente della Camera vuole venire di più al Nord? "Io - puntualizza un Bossi furioso che se la prende anche con la Nazionale, che, dice, comprerà la partita con la Slovacchia - non vado ad accogliere uno che spara a zero contro di noi".

La tensione e i toni sono dunque alle stelle mentre la Lega vuole andare avanti sul federalismo fiscale che potrebbe avere un’accelerazione già in settimana con la presentazione, forse giovedì in Consiglio dei ministri, della relazione tecnica del Tesoro sull'impatto della riforma sui conti pubblici solo dopo la quale potranno arrivare i nuovi decreti attuativi. Il rischio è dunque che si tratti di una resa dei conti tra le tesi finiane sulla possibilità che la riforma incida negativamente sulla coesione del Paese e quelle di un partito come la Lega che ha fatto del federalismo fiscale il suo vero core business.

Prova a placare gli animi il ministro degli Esteri Franco Frattini: "La Padania - dice - è uno slogan che la Lega ha inventato tempo fa ed è efficace agli occhi della loro gente, se la si considera in questo senso non mi offende per niente". Mentre anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti prende le parti del Carroccio. "Al di là delle polemiche - puntualizza - noi abbiamo una alleanza salda, solida e sicura con la Lega e la Lega con noi e stiamo saldamente al governo".

Secondo l'opposizione, in ogni caso, la levata di scudi della Lega nasconde il timore che l'agognato federalismo segni il passo. "Il federalismo è a un punto morto", dice il responsabile enti locali del Pd Davide Zoggia, "ed ecco spiegata la necessità di alzare il tiro". “Abbia più rispetto per gli elettori della Lega - è la replica piccata del Carroccio con la responsabile enti locali Maria Piera Pastore - il federalismo è ormai alle porte e sarà una vittoria per tutto il Paese".

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