Bossi: "C'è un solo ministro del federalismo. E sono io"

Il leader della Lega Nord Umberto Bossi
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Ventesima edizione per il tradizionale raduno della Lega Nord a Pontida. Il leader del Carroccio: "La Lega lotterà fino alla libertà della Padania". Castelli: "O si fa il federalismo o si va alla secessione. Complotto romano contro l'Expò"

In una Pontida fredda e semivuota a causa della pioggia, il leader del Carroccio Umberto Bossi è tornato ad affermare il primato della Lega Nord nella battaglia per il federlasimo e a, quasi, sconfessare il governo che pochi giorni fa ha nominato Aldo Brancher ministro. "C'è un solo ministro per il federalismo e sono io" ha ribadito davanti ai 50mila leghisti convenuti sotto il palco, Umberto Bossi aprendo il comizio a Pontida. Il leader del Carroccio ha precisato che non è  vero che gli sono state tolte le deleghe con la nomina di Aldo Brancher a ministro per l'attuazione del federalismo. "Per il federalismo - ha aggiunto - la coppia è sempre quella, io e Calderoli. Con Aldo Brancher non è cambiato nulla, si è passati dal federalismo al decentramento".

Bossi è poi tornato su alcune parole d'ordine care ai leghisti, come la lotta contro Roma ladrona. "E' necessario spostare da Roma i ministeri" ha detto il leader del Carroccio. E l'intenzione di Bossi non è solo simbolica: "spostare i ministeri significa spostare anche migliaia di posti di lavoro che adesso sono tutti a Roma". Ma è una lotta che Bossi non vuole certo fare con le armi. A un gruppo di simpatizzanti che continuava a scandire secessione, secessione, il leader del Carroccio ha risposto:"So quanti di voi sono pronti a battersi, anche milioni, ma io ho scelto la strada pacifica rispetto a quella del fucile".  "La lotta della Lega - ha assicurato Bossi - non finirà fino a quando la Padania non sarà libera".

"Se non verrà il federalismo ci potrà essere solo la secessione. Non perché la chiederà la Lega ma perché la vorrà tutto il Nord". Lo ha sostenuto il sottosegretario alle Infrastrutture, Roberto Castelli, intervenuto a Pontida al tradizionale raduno del Carroccio. Secondo Castelli "oggi è la Lega che tiene unito lo Stato. Altro che disgregarlo. Senza il nostro federalismo rimarrebbe la strada della secessione".
Secondo il sottosegretario leghista alle infrastrutture Roberto Castelli "molti mettono in dubbio le capacita' della classe dirigente padana" per quanto riguarda l'Expo 2015. A parere di Castelli ci sarebbe un vero e proprio disegno in tal senso. "Perché se l'Expo salta diranno che dovrà essere Roma a comandare: è questa la partita e noi dobbiamo dimostrare di essere capaci di autogovernarci".

In precedenza è intervenuto Luca Zaia, governatore del Veneto, sostenendo che "siamo stufi di sentir dire che c'è bisogno degli extracomunitari, perché certi lavori qui non si vogliono più fare. Noi vogliamo pensare prima ai nostri lavoratori, gli altri si arrangino".  "E' una superballa - ha detto - dire che c'è bisogno degli extracomunitari. Noi vogliamo fare liste di collocamento differenziate per pensare prima ai nostri cittadini, poi a quelli del resto del mondo". "Siamo stanchi di sentire in tv parlare in napoletano e romano" ha poi aggiunto Zaia. "Ci sono decine di migliaia di persone - ha spiegato - che parlano e pensano in veneto. Non capiamo per quale motivo sarebbe un'offesa parlare in veneto e in bergamasco in televisione".

La Lega Nord si riunisce a Pontida:




Nonostante il freddo e la pioggia nel 'pratone' di Pontida, dove si tiene il tradizionale raduno della Lega, sono arrivati i militanti da tutte le regioni del Nord, tradizionale bacino elettorale del Carroccio, ma anche dall'Emilia Romagna e dalla Toscana, dove alle ultime elezioni regionali il partito di Bossi ha ottenuto importanti successi. Molti i leghisti arrivati a Pontida già ieri e che, come ogni anno, hanno dormito nei camper e di prima mattina hanno pacificamente invaso i bar allestiti all'interno del pratone. A testimonianza del successo della Lega, anche al di fuori dei tradizionali confini, c'è uno striscione gigantesco steso sulle pendici di una collinetta davanti al prato del raduno con la scritta 'Umberto, Bologna ti ama'.

L'ambiente, nonostante la pioggia, è quello di sempre: bancarelle con gadget leghisti, dalle magliette con le scritte delle regioni, al profumo padano,dagli indumenti intimi con la scritta 'Padania Libera', ai distintivi, ai cd e ai libri sulla storia della Padania della Lega contro il Barbarossa o ovviamente di Umberto Bossi. Accanto al palco, con la scritta "Fratelli su libero suol" per la prima volta è stata installata una statua alta 10 metri di Alberto da Giussano. Sul pratone sono arrivati anche i trattori dei produttori di latte.

Da sempre Umberto Bossi domina sulle magliette in vendita al pratone di Pontida. Ma da quest'anno anche il figlio Renzo, che ormai si è guadagnato il soprannome il 'trota', puo' vantare una sua t-shirt celebrativa. Una sua caricatura che lo raffigura come pesce verde e riccioluto campeggia infatti su una maglietta bianca con la scritta 'Il trota', La maglietta è uno dei gadget in vendita nelle numerose bancarelle che come sempre colorano il raduno del carroccio. L'idea della t-shirt è venuta a quelli della Padania calcio, di cui il giovane Bossi e team manager.

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