Brancher ministro per il Federalismo. L’opposizione insorge

Aldo Brancher (a destra) con il premier Berlusconi e il ministro Calderoli (LaPresse)
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Uomo di collegamento tra Lega e Pdl, prima di questa investitura era sottosegretario alle riforme. L’Idv presenta un’interrogazione urgente. Di Pietro: "Il premier riferisca sulla ragioni di questa nomina visto che Brancher al momento è sotto processo"

Il Presidente della Repubblica Napolitano ha nominato, su proposta del Presidente del Consiglio Berlusconi, Aldo Brancher Ministro senza portafoglio. Brancher, che era sottosegretario alle riforme, ha la delega per l'attuazione del federalismo.

Presenti al giuramento, in qualità di testimoni, il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Consigliere di Stato Donato Marra, e il Consigliere Militare del Presidente della Repubblica, Generale Rolando Mosca Moschini Erano presenti il Presidente del Consiglio dei Ministri, Onorevole Silvio Berlusconi, il Ministro dell'Economia e delle Finanze, Onorevole Giulio Tremonti, il Ministro per la Semplificazione Normativa, Senatore Roberto Calderoli e il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Dottor Gianni Letta.

Il neo ministro per l'Attuazione del Federalismo, Aldo Brancher, nato a Trichiana (Belluno) il 30 maggio 1943, è alla sua terza legislatura consecutiva. Da sempre considerato il trait d'union tra Silvio Berlusconi e la Lega, Brancher, dopo due esperienze da sottosegretario alle riforme nei  precedenti esecutivi a guida berlusconiana, in questa legislatura ha seguito passo dopo passo l'iter della riforma da sottosegretario alla  Presidenza del Consiglio con delega al Federalismo.

Diplomato al liceo classico, con un baccellierato in teologia, Brancher, che è dirigente d'azienda, è uno degli uomini più vicini al presidente del Consiglio, a partire dalla collaborazione negli anni ‘80 con il gruppo Fininvest. E' stato eletto nella circoscrizione Veneto 1 per il Popolo della libertà.

La nomina di Brancher a ministro per l'attuazione del Federalismo scatena la dura reazione dell'opposizione. Di Pietro (Idv) tuona: "Un atto per il quale abbiamo depositato una interrogazione urgente al governo affinché il presidente del Consiglio venga a riferire sulle reali ragioni per cui si è inventato questo nuovo dicastero, dopo quello della Semplificazione e dopo che di federalismo se ne sta occupando direttamente il ministro Calderoli".
"Una ragione ci doveva essere, ci deve essere e c'è", ha detto Di Pietro, secondo il quale "si tratta di vedere se è quella di ringraziare Brancher per ciò che non ha detto durante la prima Repubblica o per ciò che ha fatto o non deve dire in questa". Il leader Idv, ricordando che Brancher "è stato coinvolto in più processi, compreso uno di cui mi sono occupato personalmente", "è sotto processo in questo momento per la vicenda di Fiorani e la banca Antonveneta". L'udienza, ha proseguito Di Pietro, "doveva tenersi in questi giorni e già un paio di volte è stata rinviata perché Brancher era impegnato: vogliamo scommettere che nei prossimi giorni chiederà di usare il lodo Alfano in quanto ministro?".

La capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti commenta così la scelta del governo:"La nomina di Aldo Brancher a ministro del federalismo aumenta il numero degli uomini di governo che possono avvalersi della norma privilegio sul legittimo impedimento che consente di sottrarsi 'agevolmente' dalle convocazioni in sede giudiziaria".

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