Pd, sei emendamenti alla Manovra per recuperare 10 mld

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Sei proposte con altrettante liberalizzazioni in vari settori dell'economia che "sposterebbero 10 miliardi di euro dalla rendita e dalle posizioni dominanti a favore delle imprese e dei cittadini". Guarda la conferenza stampa di Pier Luigi Bersani

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In vista della manifestazione del 19 giugno a Roma contro la manovra economica da quasi 25 miliardi del governo di centrodestra, il segretario democratico ha presentato sette proposte contenute in emendamenti al decreto attualmente all'esame della commissione Bilancio del Senato.

"Ci siamo stancati di sentire il lancio di bolle di sapone... che finiscono sempre in niente", ha detto Bersani commentando l'annunciata iniziativa del governo in favore delle liberalizzazioni, che prevede anche la modifica dell'articolo 41 della Costituzione.

"E ci siamo stancati di preti che vengono presi dal governo per attaccare un po' da tutti i lati la nostra Costituzione... l'articolo 41 non ha mai impedito, né potrebbe impedire, operazioni di apertura del mercato a vantaggio dei consumatori e operazioni di semplificazione reale della vita delle imprese".

Il pacchetto di proposte parte dai carburanti, i cui costi più alti rispetto alla media Ue dipendono - secondo il Pd dalla cosiddetta "integrazione verticale" delle compagnie petrolifere che gestiscono tutti gli aspetti, dalla produzione alla vendita al dettaglio.

Per questo il Pd propone che i distributori legati oggi da vincoli di esclusiva alle compagnie di approvvigionarsi di carburanti da altri fornitori per il 50%, potendo così accedere a prezzi più cassi sul mercato.

In via transitoria, la proposta prevede però l'istituzione per cinque anni di un "acquirente unico" (pubblico) per il commercio all'ingrosso, simile a quello esistente per il mercato dell'energia elettrica, che possa offrire prezzi competitivi ai punti vendita al dettaglio.

Per il settore del gas, il partito di Bersani ritiene che la separazione proprietaria della rete, che scatterebbe dal 31 marzo 2011, aumenterebbe la concorrenza nel mercato facendo diminuire i prezzi delle bollette.

Oggi Eni controlla almeno il 50% di Snam Rete Gas, la quale a sua volta controlla attraverso Stogit il sistema di stoccaggio.

"Tale separazione è indispensabile alla costituzione di una borsa del gas liquida e in cui gli esiti delle negoziazioni siano attuati... da un soggetto che, in quanto indipendente, non generi alcun timore di parzialità nei competitors...", dice il documento del Pd.

Bersani ha anche presentato un emendamento che chiede l'abolizione della clausola di massimo scoperto e di altre analoghe commissioni nei conti correnti, con l'obiettivo di migliorare la trasparenza e contenere i costi per i clienti, sostituendo "di fatto" una norma introdotta nel 2008 dal governo attuale sulla limitazione dell'uso delle "commissioni di massimo scoperto" nei conti bancari.

L'emendamento affida anche alla vigilanza della Banca d'Italia il controllo sul rispetto delle norme e il potere di stabilire i criteri di informazione per i clienti.

Altro capitolo di liberalizzazione, quello relativo alle professioni, con il riconoscimento delle libere associazioni tra professionisti, il tirocinio retribuito e non oltre i 12 mesi e l'equiparazione delle professioni intellettuali al settore dei servizi per poter beneficiare delle misure di sostegno economico per lo sviluppo dell'occupazione.

A favore delle imprese, un emendamento all'articolo 43 del testo attuale della manovra consente l'autocertificazione al Comune dei requisiti, attestati da un professionista assicurato. E' poi il Comune a disporre controlli e verifiche.

Con la stessa misura, si autorizza l'operatività di un impianto sulla base di una semplice comunicazione al Comune (accompagnata dalla dichiarazione del direttore dei lavori).

Infine, per quanto riguarda i medicinali - oggetto di una misura di liberalizzazione varata proprio da Bersani quand'era ministro delle Attività produttive - il Pd propone la libera vendita al di fuori delle farmacie convenzionate di tutti i farmaci a carico dei cittadini, quelli della fascia "C".

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