Gianfranco Fini: "Austerità e rigore vie obbligatorie"

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Il presidente della Camera alla relazione annuale dell'Antitrust difende la supremazia della politica sul mercato. Per consentire al paese di crescere, però, la via sono le liberalizzazioni e la fine dei corporativismi

In un momento in cui avremmo bisogno di far leva su politiche di sostegno all'economia, nuove manovre di correzione dei conti pubblici si rendono indispensabili in ogni paese europeo. L'austerità e il rigore si impongono come vie obbligate per conseguire stabilità e solidità": lo afferma il presidente della Camera Gianfranco Fini nel corso del suo intervento alla presentazione della relazione annuale dell'Antitrust.

Nella crisi economica "ad aver mancato l'obiettivo è stata una certa cultura affermatasi soprattutto al di là dell'Atlantico, che per anni ha alimentato l'idea dell'intervento pubblico come inutile, dannoso intralcio ai mercati e alla libera iniziativa privata". E' la riflessione che il presidente della Camera, Gianfranco Fini, fa nel corso del suo intervento alla relazione annuale dell'Antitrust per il quale sulla base di un'idea negativa dell'intervento pubblico "si è innescata una fiducia cieca ed irrazionale nel mercato che ha indotto a guardare ad esso come a un totem".

"Si è confidato - ha evidenziato Fini - nella capacità del mercato che una volta liberato dalla zavorra delle regole crea ricchezza all'infinito. Ancora una volta è bene ribadire che le cose non stanno così perché l'intervento pubblico non è soltanto rappresentato come maliziosamente si è fatto credere dal costo imposto dalla classe politica per la sua legittimazione ma anche e soprattutto dallo strumento attraverso il quale si cerca di controllare alcune delle dinamiche spontanee del mercato sanzionandone i difetti e le potenziali anomalie e correggendo anche talune carenze".

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, si dice convinto del fatto che per consentire al Paese di crescere sia "fondamentale consolidare e rilanciare i processi di liberalizzazione. Bisogna sfrondare - dice nel corso del suo intervento in occasione della presentazione della relazione annuale dell'Antitrust - la foresta pietrificata di privilegi, corporativismi e particolarismi che continuano a gravare sulla nostra economia".

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