La "legge bavaglio" getta nel lutto la stampa italiana

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Comunicato d'apertura con la veste grafica di un necrologio dopo il sì del Senato al provvedimento sulle intercettazioni. Prima pagina bianca per "La Repubblica", mentre già dalle 20.00 del 10 giugno SKY TG24 e SKY.IT sono listati di nero

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LA RASSEGNA STAMPA

Dopo il sì del Senato alla fiducia, posta dal governo sul ddl intercettazioni, è iniziata la battaglia della stampa italiana a tutela dell'inalienabile diritto di sapere. Già da giovedì 10 giugno SKY TG24 e alcuni siti web, come il nostro di SKY.It, sono listati a lutto.

Accogliendo l'invito della Fieg, i giornali di oggi hanno deciso di pubblicare un comunicato con la veste grafica di un necrologio. La scelta più eclatante è stata effettuata da "La Repubblica" con una prima pagina bianca contrassegnata dalla scritta: "La legge bavaglio nega ai cittadini il diritto di essere informati". Esce in bianco, anche la rubrica "Buongiorno" di Massimo Gramellini su "La Stampa", "per abituarsi a quando la legge sulle intercettazioni impedirà di affrontare gli argomenti che nutrono da sempre i corsivi di satira e di costume". Nell'editoriale "Il sipario sugli scandali" il direttore Mario Calabresi ha parlato di una "forte amarezza per un gesto che non ha nulla a che fare con la privacy e la civiltà giuridica, ma ci parla solo della volontà urgente della politica di calare il sipario sulle inchieste e di mettersi al riparo dagli scandali, per garantirsi un tranquillo futuro di impunità e mani libere".

"Il Manifesto" opta, invece, per una vignetta a fondo nero, su cui campeggia a grandi lettere la scritta "Senza parole". Nell'editoriale "Ora disobbedire" Giuseppe Di Lello ha esordito con un appello: "La legge sulle intercettazioni marcia verso il sicuro approdo dell'approvazione e perciò dobbiamo subito metterci alla ricerca di tutti i possibili modi per contrastarla, eluderla, renderla inutilizzabile, abrogarla". "L'Unità" apre con l'editoriale "Approvata la legge bavaglio", titolo per la cui veste grafica sono stati scelti caratteri bianchi su fondo nero come avveniva per i proclami fascisti.


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