Berlusconi contro la Costituzione: "E' difficile governare"

Silvio Berlusconi
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All'assemblea annuale di Confartigianato, il premier propone la revisione dell'art. 41 della Carta: "E' molto datata, governare così è un inferno". Sulle intercettazioni: "Solo una piccola lobby di toghe e giornalisti è contraria". GUARDA I VIDEO

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Berlusconi: "La sovranità è passata in mano ai pm"

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"Se non avessi avuto il 'no' di Emma, avrei proposto anche a te di fare il ministro, ma ne parleremo in separata sede...". Con questa battuta il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi si è rivolto al numero uno di Confartigianato Giorgio Guerrini durante l'assemblea annuale dell'associazione.  "Non c'è un punto - ha aggiunto il premier - della tua relazione che non mi trovi d'accordo. Una relazione completa, concreta propositiva e piena di entusiasmo".

"GOVERNARE E' UN INFERNO" - Nel suo intervento, Berlusconi è poi tornato a puntare l'indice sull'eccesso di burocrazia e di pesantezza dello Stato: "governare e fare le leggi, visto da dentro è un inferno - ha detto - e non certo per mancanza di progetti ma a causa della nostra architettura istituzionale. Lo Stato si è sviluppato in maniera eccessiva".
"Fare leggi con la nostra architettura istituzionale - ha detto il presidente del Consiglio - è un inferno".

INTERCETTAZIONI - Berlusconi è poi tornato sul tema delle intercettazioni: "Questa legge non risolve tutti i problemi, è un primo passo, cercheremo di migliorarla più avanti". Il presidente del Consiglio ha poi aggiunto che chi si oppone al provvedimento è solo "una piccola nomenclatura e lobby di magistrati e giornalisti. Bisogna andare avanti decisi in questa direzione perchè il diritto alla riservatezza e all'inviolabilità della comunicazione è in cima ai diritti dei cittadini. L'attuale ddl non risolve tutti i problemi ma è un primo paso improtante, cercheremo di migliorarlo più avanti. Su questa legge - ha proseguito il premier- c'è stata molta baraonda sui giornali. A favore delle intercettazioni c'è solo una piccola lobby di magistrati e giornalisti. La grandissima maggioranza è stanca di non poter usare il telefono per paura di essere spiata".

"COSTITUZIONE DATATA" - "La Costituzione è molto datata. Si parla molto di lavoratori e quasi mai di impresa e di mercato", ha detto Berlusconi sottolinenado nuovamente la necessità di aggiornarla anche attraverso la revisione dell'articolo 41 della Carta. "La Costituzione è nata in un momento in cui era forte la contrapposizione tra capitale e lavoro e democristiani e comunisti dovettero trovare dei compromessi su ogni articolo: mi chiedevo stanotte per quanto tempo un'impresa potrà vivere e crescere su compromessi di matrice cattocomunista". La risposta datela voi!".

"TERREMOTO, NESSUNA CRICCA"
- "Io non ho partecipato ad alcun appalto, non ho raccomandato alcuna azienda - dice Silvio Berlusconi intervenendo all'Assemblea di Confartigianato - ma vi posso dire il modo in cui ho visto la gente lavorare e quale gente lavorava: professori universitari che venivano gratuitamente da tutta le università d'Italia. E in tutti gli appalti non c'è stata nessuna cricca, niente di meno che positivo. Se ci fosse stato qualcosa di meno che positivo gli esclusi da uno dei 390 appalti avrebbero protestato - sottolinea ancora il premier - e invece non c'è stata una sola azione di protesta da parte di un solo degli imprenditori che hanno partecipato agli appalti e hanno perso".

"BASTA CON LO STATO PADRONE" - "Vogliamo arrivare a un nuovo sistema in cui non si debbano chiedere più permessi, autorizzazioni, concessioni o licenze" ha detto il presidente del Consiglio durante il suo intervento.  "Per me - ha prosdeguito - sono un linguaggio e una pratica da Stato totalitario, da Stato padrone che percepisce i cittadini come sudditi". Entro l'autunno, ha poi promesso il premier, lo Statuto degli imprenditori sarà legge. "Quello che va bene alle imprese va bene all'Italia".

LE REAZIONI (guarda il video) - “Ho apprezzato l'impegno di Berlusconi per la semplificazione delle imprese, anche attraverso la modifica dell'articolo 41 della Costituzione". E’ questo il commento del presidente di Confindustria, Emma Marceglia, aggiungendo che ha "pienamente condiviso la relazione di Guerrini".
Diverso, il tenore delle dichiarazioni di Antonio Di Pietro: "Se Berlusconi davvero pensa che siano solo quattro gatti a essere contrari al ddl sulle intercettazioni si sbaglia di grosso", confermando l’idea di promuovere un referendum per abrogare la legge, quando sarà approvata: "Gli dimostreremo che non sono certo quattro gatti, ma milioni, i cittadini che hanno capito che questo provvedimento blocca le indagini, copre gli affari di mafiosi e truffatori, imbavaglia la stampa calpestando palesemente il diritto di informare ed essere informati.
"Il Ddl sulle intercettazioni è una legge da ventennio che il governo Berlusconi vuole approvare con metodi da ventennio" è invece il commento del presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli. Per il segretario del Pd Bersani "se Berlusconi è contrario alla Costituzione se ne vada a casa".

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