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Torna il taglio delle Province: 4 rischiano l'abolizione

1' di lettura

Era uscito dalla porta della manovra economica e rientra dalla finestra della Carta delle Autonomie. Approvato un emendamento che prevede la cancellazione delle province sotto i 200mila abitanti. Tremano Vercelli, Isernia, Fermo e Vibo Valentia

Era uscito dalla porta della manovra economica e rientra dalla finestra della Carta delle Autonomie. Il taglio delle province sotto i 200mila abitanti continua a turbare i sonni della politica italiani. La commissione Affari Costituzionali della Camera ha infatti approvato un emendamento del relatore al ddl sulla Carta delle Autonomie, Donato Bruno, che prevede che la popolazione delle province non possa essere in ogni caso inferiore ai 200 mila abitanti. L'emendamento è passato con i voti di Lega e Pdl mentre le opposizioni hanno votato contro.

Il taglio delle mini province era stato al centro di uno degli scontri più duri legati alla manovra correttiva varata Giulio Tremonti. Annunciato in un primo tempo con un testo (poi sparito) sul sito del minstero del Tesoro, era poi stato smentito da Silvio Berlusconi dopo la levata di scudi da parte dei presidenti delle province a rischio. Ora, al di fuori del testo della manovra, il progetto torna in una forma forse ancora più severa. Se infatti il progetto arenato di Tremonti prevedeva l'eliminazione delle province con meno di 220mila abitanti, ora la soglia è scesa a soli 200mila.

Le province che - in base a quanto stabilito dagli emendamenti al ddl sulla Carta delle autonomie - dovrebbero essere abolite perché al di sotto dei 200 mila abitanti secondo i dati Istat relativi all'anno 2009 sono quattro: Vercelli (180.111 ab.) in Piemonte ,Isernia (88.895 ab) in Molise, Fermo (176.488 ab) nelle Marche e Vibo Valentia (167.334 ab) in Calabria. Altre tre province sono ancora in forse perché pur avendo meno di 200 mila abitanti potrebbero non rientrare in quanto al 50 per cento con territorio montano; si tratta della provincia di Biella e Verbano-Cusio-Ossola in Piemonte, e di Crotone in Calabria.

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