Berlusconi: "Contro di noi lobby di giudici e giornalisti"

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Il premier torna sul tema intercettazioni. Il testo non sarà modificato alla Camera e dovrà essere approvato entro luglio. Linea condivisa anche dai finiani nell'ufficio di presidenza del Pdl

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Dopo l'ufficio di presidenza del Pld, nel quale è stata decisa la linea da seguire sul ddl intercettazioni, Silvio Berlusconi ha raggiunto l'assemblea di Federalberghi dove ha difeso il provvedimento. "Lobby dei magistrati e dei giornalisti ci hanno impedito di giungere ad un testo che difenda al 100%
il nostro diritto di libertà" ha dichiarato il presidente del Consiglio, ammettendo però che il testo approvato, secondo lui, non mantiene le promesse fatte in campagna elettorale. Nel corso della riunione del Pdl sulla legge sulle intercettazioni - ha spiegato - c'è stata "una sola astensione, la
mia e me ne spiaccio ma il programma del Pdl e' vincolante e questa legge non adempie a tutte le promesse".

In precedenza a Palazzo Grazioli l'ufficio di presidenza del Pdl ha deciso, all'unanimità, tempi e percorsi per approvare la legge entro lugio.  "Il testo che uscirà dal Senato  - spiegano fonti del Pdl - sarà quello che la Camera approverà". La relazione del Guardasigilli, Angelino Alfano, ha ricevuto un via libera all'unanimità dal massimo organo del partito. A quanto si apprende dopo la discussione generale c'è stata una presentazione  sintetica degli emendamenti. Si lavora a delle limature del testo,  mentre dovrebbero essere circa 40 gli emendamenti che saranno  presentati.

"Sono due anni che stiamo lavorando su questo punto. Ora basta. Ci sono gli emendamenti studiati insieme poi ci sarà l'ok del Senato e il testo non verrà modificato più alla Camera". Silvio Berlusconi, durante l'ufficio di presidenza del Pdl, ha ribadito che "il lavoro sul provvedimento è stato ultimato" e non bisognerà piu' intervenire. Il presidente del Consiglio, riferiscono alcuni presenti all'incontro dell'ufficio di presidenza del Pdl, ha fissato tempi stretti e soprattutto ha rispedito al mittente le accuse di voler mettere il bavaglio all'informazione: "continuano a criminalizzarci, è una cosa assurda", ha ripetuto il Cavaliere.

Berlusconi ha poi aggiunti che avrebbe "preferito un testo più incisivo per impedire abusi nell'utilizzo delle intercettazioni, ma il compromesso raggiunto dimostra che il Pdl è un partito democratico in cui le decisioni vengono prese con il contributo di tutti." Il premier ha comunque sottolineato che si tratta di un passo importante verso una migliore regolamentazione dello strumento di indagine.

Il primo ad intervenire durante l'ufficio di presidenza del Pdl è stato il ministro dell'Agricoltura: "se continueranno a criticarci su questa legge - ha osservato Giancarlo Galan, secondo quanto viene riferito - perché allora non la facciamo più dura?". All'esponente del Pdl ha replicato proprio il ministro della Giustizia: "i nostri principi restano. Nel Ddl ci sono". Il Guardasigilli, riferiscono alcuni partecipanti al vertice, ha usato anche una battuta per descrivere il lavoro fatto. "C'è già una prima separazione delle carriere - ha detto scherzando Alfano -. Per la prima volta abbiamo spezzato il legale tra pm e giornalisti...". Durante l'incontro in via del Plebiscito si è discusso anche di altre questioni tecniche, come quella del testo sulla spesa per le intercettazioni ma per quanto riguarda le altre norme, sulle quali anche questa mattina i finiani hanno espresso qualche dubbio, non ci saranno modifiche.


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