Napolitano: l'Unità d'Italia non è burocratismo

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Il presidente della Repubblica si è recato a Santena (Torino) per celebrare il bicentenario della nascita di Camillo Benso di Cavour. Un lieve malore ha poi costretto il capo dello Stato ad anticipare il rientro a Roma

"Unità nazionale e coesione sociale non significano centralismo e burocratismo, non significano mortificazione delle autonomie, delle diversità e delle ragioni di contrasto e confronto sociale e politico". Lo ha detto Giorgio Napolitano a Santena, in provincia di Torino, ricordando la figura di Cavour.

"Unità e coesione possono crescere solo con le riforme e le loro conseguenti attuazioni", ha auspicato Napolitano "con indirizzi di governo a tutti i livelli, con comportamenti collettivi, civili e morali, che siano capaci di rinnovare la società e lo Stato, mirando in special modo ad avvicinare Nord e Sud, ad attenuare il divario che continua a separarli".


Il presidente, poi, ha abbandonato la cerimonia a causa di un malore. Si è scusato con il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota, con il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino e con gli altri organizzatori del convegno su Cavour, e subito dopo aver pronunciato il suo intervento è partito per fare ritorno a Roma.


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