Intercettazioni, Berlusconi: "Vediamo se Fini ci segue"

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Polemiche sulla norma ribattezzata "salva 007" sul segreto di stato. Alfano: "Riduce la portata del segreto di Stato". Il Quirinale auspica soluzioni accettabili per tutti. Il disegno di legge tornerà in Aula al Senato martedì

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LO SPECIALE DDL INTERCETTAZIONI

Il Ministero della Giustizia ridimensiona l'emendamento 'salva-007', presentato martedì dal governo al ddl intercettazioni: "Lungi dall'allargare, riduce la portata del segreto di Stato" in ossequio alla sentenza della Consulta sul caso Abu Omar, dichiara Alfano.

Il ministero di via Arenula interviene con una nota per spiegare il senso dell'emendamento governativo, nel tentativo di arginare interpretazioni e polemiche. L'opponibilità del segreto, sostiene il Ministero, "è circoscritta all'attività funzionale dei servizi e non può esser fatta valere al di fuori di questo ristretto ambito" ed è stato presentato per accogliere la richiesta del senatore Pd Felice Casson e per "conformarsi" alla sentenza della Corte Costituzionale sul caso Abu Omar. Ma in ambienti della Consulta c'è chi non nasconde un certo stupore sulla asserita esigenza del governo di volersi conformare alla decisione sul caso Abu Omar.

Sul segreto di Stato il governo, dunque, tira dritto mentre l'opposizione preannuncia la richiesta di un "approfondimento" dell'emendamento in commissione quando martedì prossimo il ddl intercettazioni tornerà in Aula al Senato dopo il rinvio degli emendamenti chiesto dal presidente Renato Schifani.

A chi gli chiedeva un commento sulla preoccupazione diffusa sui rischi per un'informazione limitata, Napolitano ha replicato che, "mi pare che la discussione sia ancora del tutto aperta. Non c'è stata nessuna scelta definitiva. Da parte della maggioranza si discute ancora di emendamenti. C'è stato un rinvio in commissione. Mi auguro che ci sia il massimo avvicinamento possibile fra posizioni finora contrapposte. Siccome da parte dell'opposizione si intende dare, mi pare, un contributo alla soluzione dei problemi, penso che si possa arrivare a soluzioni più accettabili per tutti".
"I problemi - ha aggiunto il capo dello Stato - sono molto complessi. Sono quelli della garanzia della liberta' di stampa e della libertà d'indagine, e anche della garanzia del rispetto della dignita' e della privatezza delle persone".


La convocazione dell'ufficio di presidenza alle nove del mattino di martedi', poco prima delle votazioni nell'aula del Senato, e' un chiaro segnale a Gianfranco Fini. Silvio Berlusconi, racconta chi ha partecipato al vertice del Pdl a Palazzo Grazioli, ha parlato di "momento della verita'", l'ora in cui bisognera' capire "chi vuole stare nel partito".

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