Intercettazioni, scontro tra Fini e Schifani

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L'ex leader di An: "Alla Camera si potrà intervenire". Il presidente del Senato: "Io non giudico Montecitorio". Il disegno di legge torna all'esame della commissione. Il "popolo viola" e gli editori protestano

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Il Presidente del Senato, Renato Schifani, ha stabilito il ritorno in Commissione Giustizia degli 11 emendamenti del Pdl e dei relativi subemendamenti sul ddl intercettazioni. La Commissione dovrà riferire in aula martedì 8 giugno.

Ma la giornata è stata segnata dallo scontro istituzionale tra i presidenti di Camera e Senato. Ad innescare la tensione è stato Gianfranco Fini: “Ho dubbi sul testo al Senato del disegno di legge”, ha detto il presidente della Camera che cita in particolare la norma transitoria: "E’ in contrasto con il principio di ragionevolezza". Per il presidente della Camera "non si può usare la mannaia". Per questo Fini auspica "che il dibattito affronti queste questioni che non sono state valutate bene specialmente dalla maggioranza. Se i deputati alla Camera lo riterranno necessario si potrà intervenire".

Affermazioni che danno il via all'ennesima polemica tra Fini e la maggioranza a cui appartiene. "Mai dato giudizi su Montecitorio" replica seccato il presidente di palazzo Madama Renato Schifani. "Mi chiedo non se sia corretto ma se sia utile e ragionevole che il presidente della Camera esprima un giudizio politico nel merito di un provvedimento nel mentre lo si sta discutendo nell'aula del Senato" attacca Sandro Bondi, coordinatore Pdl e ministro per i beni culturali. Ancora più duro il vicepresidente dei senatori Pdl, Gaetano Quagliariello, che punta il dito contro "il conflitto di interesse di Fini". Ovvero l'essere presidente della Camera e "leader di una minoranza".


A Roma c'è stata anche una manifestazione contro il disegno di legge al Teatro Quirico. Partecipano molti autori e scrittori tra cui Augias, Camilleri, Carofiglio e Travaglio. L'obiettivo è quello di "dare un contributo alla riflessione e all'approfondimento di un tema centrale di ogni Stato di diritto, di ogni democrazia liberale". Si tratta del primo degli appuntamenti del "reading dei libri sulla libertà", promosso dal 31 maggio al 6 giugno in tutta Italia da diversi editori. Su questo argomento si è già espresso Andrea Camilleri in un'intervista a SKY.it.

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