Cota: "La manovra fa capire che il federalismo è necessario"

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In diretta telefonica con SKY TG24 il presidente della Regione Piemonte ha preso le distanze dalle dichiarazioni del collega lombardo, ritenendo che il taglio agli enti locali non pone a rischio la riforma federale

La manovra economica del governo.
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Sul testo della manovra economica, attualmente al vaglio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, si discute anche all'interno della maggioranza. Tra i più critici il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni che ha parlato di federalismo a rischio con i previsti tagli agli enti locali. Più misurato al riguardo il collega piemontese Roberto Cota, che in diretta telefonica con SKY TG24 ha espresso il suo parere su manovra, federalismo fiscale ed enti locali.

Per l'uomo del Carroccio resta indubitabile che "il federalismo è lo strumento per affrontare e superare  la crisi. Con il federalismo si taglieranno gli sprechi in maniera strutturale, proprio quello di cui abbiamo bisogno. A chi sostiene che i tagli non devono essere orizzontali vorrei ricordare che il federalismo fiscale, con il passaggio dalla spesa storica alla spesa standard, consente di entrare nel merito delle singole voci". Quindi correlando il tema alla crisi e alla manovra, Cota ha affermato che "entrambe danno la dimensione di come il  federalismo sia assolutamente necessario. Lo strumento strutturale per uscire dalla crisi è proprio il federalismo fiscale in prima  battuta. Il federalismo fa risparmiare. Un'esigenza di efficienza richiede il federalismo. I tagli possono creare difficoltà operative agli enti locali e alle regioni; però tutti dobbiamo rimboccarci le maniche: in un momento di crisi non possiamo piangerci addosso. Siamo classe dirigente e quando realizzeremo il federalismo avremo anche degli strumenti per essere più efficienti".

Per quanto riguarda poi l'abolizione delle province l'esponente della Lega ha chiarito: "Noi pensiamo che un ragionamento si debba fare e che vada fatto sull'utilità di certe province e non dell'istituto 'provincia'. Se ci sono province molto piccole, una riflessione si può e si deve fare. Non si può fare, però, di tutta un'erba un fascio. Credo che su questa impostazione siamo tutti d'accordo".



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