Intercettazioni, Pd e Idv: il testo torni in Commissione

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Ostruzionismo delle opposizioni al Senato contro il calendario che prevede per lunedì l'inizio dell'esame del ddl. Schifani: cerco sintesi non scontro. Finocchiaro: Alfano è un portaordini. Senatori Idv in Aula con un post-it sulla bocca: no al bavaglio

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Il testo sulle intercettazioni "è carta straccia" e se modifiche vanno fatte, come la stessa maggioranza riconosce, per la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro e il suo collega dell'Italia dei Valori Felice Belisario è assolutamente opportuno che il provvedimento torni alla Commissione Giustizia. Questa la posizione dell'opposizione illustrata al Senato nel corso del dibattito sul calendario varato martedì 25 a maggioranza dalla conferenza dei capigruppo, che ha fissato per lunedì 31 maggio l'approdo in aula del ddl sulle intercettazioni, licenziato dalla commissione Giustizia.
Anche i senatori del Gruppo Misto si sono associati, con il senatore Giuseppe Pistorio, alla richiesta del Pd di rinviare il ddl in Commissione. E in un  secondo momento anche l'Udc.

Intanto, è partito l'ostruzionismo delle opposizioni in Aula contro il calendario approvato dalla Conferenza dei capigruppo. Il gruppo del Pd ha iscritto oltre 80 senatori e sono un centinaio circa gli iscritti a parlare di Pd, Idv e Udc.

Schifani: cerco sintesi, non scontro - Inutilmente il presidente del Senato Renato Schifani ha cercato di contingentare i tempi concedendo solo due minuti a ciascun senatore iscritto a parlare. E, rivolto alle opposizioni, ha ribadito che il suo impegno "è per cercare una sintesi, in un clima di serenità". "Se invece l'opposizione cerca uno scontro con la presidenza - ha aggiunto Schifani - fatecelo sapere. Per me un impegno inderogabile è votare il calendario d'Aula entro le 14. Se poi volete parlare due minuti e mezzo o tre, non sto a fare il farmacista. Se siete d'accordo a sforare la seduta fino alle 14,30, si faccia pure. Ma rimane inderogabile la votazione del calendario d'Aula"

Finocchiaro: Alfano è un portaordini - "Se si devono fare modifiche al testo - ha detto la capogruppo del Pd Anna Finocchiaro - allora si torni in commissione. Non siamo disponibili a farci imporre da nessuno un testo". Secondo Finocchiaro "non c'è nessuna urgenza, mentre ci si appresta a esaminare una manovra che voi dite di 24 miliardi ma in realtà di 36 e sarà di lacrime e sangue per gli italiani". E ha aggiunto: "Il presidente Berlusconi dovrà riflettere. Se avesse un ministro vero, piuttosto che un portaordini, e consiglieri che fossero innanzitutto parlamentari, piuttosto che avvocati difensori, l'Italia avrebbe già una buona legge sulle intercettazioni, magari condivisa". Il Pd, ha dichiarato la Finocchiaro -  vuole "che il ddl sulle intercettazioni venga tolto dal calendario dell'Aula del Senato".

Idv, post-it e magliette anti-bavaglio - Anche l'Idv ha chiesto che il testo torni in Commissione e i senatori hanno protestato in Aula contro il ddl intercettazioni con con 'post it' gialli con la scritta "no bavaglio" e t-shirt con stampata la denuncia contro i "bancarottieri liberi, giornalisti in galera".
"Tornare al testo della Camera sulle intercettazioni e come passare dalla padella alla brace...". Antonio Di Pietro, presidente Idv, boccia una volta le misure del governo sulle intercettazioni e i vari tentativi di modifica del provvedimento: "Ora occorre soltanto che le norme vengano poste al più presto all'attenzione del capo dello Stato e dei cittadini. Perché vogliamo sapere se il presidente
della Repubblica ha il coraggio, tra virgolette, di firmare un provvedimento che imbavaglia l'informazione libera e blocca i magistrati nell'attività di indagine e, soprattutto, vogliamo mettere i cittadini, attraverso un referendum, in condizione di cancellare una nuova legge vergogna".

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