Deputato Pd: non ci pagano troppo. E gli elettori insorgono

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Alessandro Maran si è sfogato sul suo blog: "mia moglie si vergogna", basta "sputare addosso ai parlamentari". "Il direttore della camera di Commercio del mio paese guadagna più di me". Ma i cittadini si indignano:"Lascia la politica e cerca un lavoro"

di Serenella Mattera

"Ieri sera mia moglie, che sa che vita meno, mi ha chiesto: perché non lasci perdere? Credo si vergogni". Uno sfogo pubblicato sul suo blog. Per spiegare che non è sempre come vuole la demagogia, che non è vero che i deputati guadagnano troppo per quel (poco) che fanno, che il Parlamento non è “solo un covo di ladri, scansafatiche e puttanieri”. Parole accorate e argomentate, scritte dal vicepresidente dei deputati del Partito democratico, Alessandro Maran, alla vigilia della riduzione degli stipendi dei parlamentari, annunciata nell’ambito della più complessiva manovra di “lacrime e sangue” presentata dal governo. Parole che però non hanno affatto convinto i lettori del blog, che hanno sommerso il politico del centrosinistra con una lunga serie di critiche e contumelie. Da “non glielo ha mica ordinato il medico di fare il deputato” e “vada a zappare la terra”, fino alla amara constatazione che “ormai i partiti e i parlamentari sono tutti uguali, destra e sinistra: piatto pieno e testa vuota!”. 

“Lo scorso anno (redditi 2008) ho dichiarato 122.715 euro e ne ho versati al partito 55.150 mila – scrive Maran - Il direttore della Camera di commercio del mio paesello (non di Shanghai) guadagna di più. Sia chiaro: nessuno muore di fame, c'è gente che deve campare con 500 euro di pensione sociale e se c'è da tirare la cinghia è giusto cominciare da chi guadagna di più e dal costo della politica e del suo indotto. Ma davvero – domanda il deputato del Pd - il Parlamento non serve a niente ed è solo un covo di ladri, scansafatiche e puttanieri? Ormai sputare addosso ai parlamentari e al Parlamento è diventato uno sport  nazionale. Magari con l'autorevole avvallo del presidente della Camera (se lo dice lui che non fate niente, dice mia moglie …)”.

Il ragionamento prosegue, con l’argomentazione, tra le altre, che uno stipendio rapportato all’incarico significa consentire al parlamentare di essere indipendente nel suo lavoro. E che comunque i deputati pesano appena per il 16% sul bilancio della Camera. Ma in tempi di crisi, le lamentazioni di chi dichiara 122 mila euro all’anno evidentemente non fanno breccia nei cuori degli elettori, né di destra, né di sinistra. Lo scrivono in tanti a Maran, che con la sua uscita è destinato ad attirarsi soltanto ira. “Sa – scrive Francesco - io ho fatturato 24mila euro l'anno scorso lavorando 6 giorni a settimana per almeno 7 ore, e dopo 7 anni di lavoro e 6 di università (ingegneria) e ne ho restituiti 12 mila allo Stato, quindi non si lamenti e si vergogni”. E Liz racconta: “Caro deputato, ho 25 anni, sono un’apprendista; il mio stipendio è di 847 euro. Mia madre lavora part-time, con un contratto di 3 mesi, come donna delle pulizie per 470 euro al mese. Rammenda pantaloni per i vicini di casa nel tempo che le rimane. Posso consigliare a lei e Signora un decina di agenzie interinali pronte a trovare per Voi un inquadramento lavorativo più consono per le Vostre esigenze. Inoltre posso consigliarVi altrettanti Discount in cui sperimentare il meraviglioso mondo dei prodotti 3X1 e sottocosto...”. E sono in tanti a invitare il parlamentare del Pd a seguire il consiglio della moglie e lasciare la politica: “Si guardi in giro – scrive Francesco - Con il suo diploma di perito nautico un imbarco su una nave può trovarlo”.

Insomma, lettori indignati, elettori infuriati (“iscriviti al Pdl, con avvoltoi come te”), una sfilza di commenti quasi tutti (non mancano un paio di eccezioni) negativi. “Non so se ridere o se piangere”, scrive sul suo blog il consigliere regionale lombardo del Pd, Giuseppe Civati. Ma per ora da Maran nessuna risposta: chissà se si è pentito del pubblico sfogo.

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